25-07-2010 - Nuovi bonds internazionali

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(ActionNews 26-07-2010) Sul mercato americano del reddito fisso rileviamo una tendenza ormai consolidata da qualche settimana: si allungano le scadenze dei prestiti, e gli investitori apprezzano queste proposte poiché intendono speculare sul fatto che l'inflazione nei prossimi anni non dovrebbe crescere e che la stessa Federal Reserve conseguentemente non debba aumentare i tassi. Secondo l'indice Bank of America Merrill Lynch i bonds investment-grade a 10-15 anni hanno raggiunto questa settimana la migliore performance, confrontati con quelli di scadenza diversa, mentre le Treasury Inflation Protected Securities hanno toccato il fondo rispetto all'inizio dell'anno, dimostrando che i risparmiatori non sono granché preoccupati per una possibile crescita dell'inflazione. D'altra parte i Treasuries scadenza 2020 rendono 238 basis points più degli equivalenti prestiti governativi USA a 2 anni. Perché non approfittarne, se non ci si attende alcuna ripresa dell'inflazione? Forse è il momento di smettere di porre al primo posto la liquidità, come il mercato ha fatto negli ultimi mesi, e tornare alla sana ricerca del reddito. Sempre più interessanti devono rivelarsi per il grande pubblico anche le emissioni di corporate bonds, visto che lo spread con i rendimenti offerti dai titoli governativi si è andato ancora riducendo. Effettivamente su scadenze più lunghe i rendimenti sono molto allettanti. Occorrerebbe dare un occhio ai ratings, prima di prendere qualsiasi decisione, ma purtroppo le tre agenzie storiche paiono perdere colpi ogni giorno che passa. La settimana scorsa erano nel mirino della Commissione Europea: oggi, tanto per cambiare, sono attaccate con veemenza dalla più importante agenzia di rating cinese, la Dagong Global Credit Rating, che scaglia accuse molto precise sulla reale obiettività dei suoi concorrenti, ed attribuisce loro la responsabilità della crisi finanziaria internazionale. Anzi, contesta l'evidente conflitto di interessi con le società che ne pagano i servizi di valutazione. Ma c'è di più: la Cina, come ben sappiamo, è il più grande creditore oggi al mondo, e possiede imponenti quantità di bonds governativi emessi dai paesi occidentali (si stimano 2,5 triliardi di dollari). Ebbene, si chiede la Dagong Global, non sarebbe ora che i ratings sulle emissioni governative occidentali li emettessero loro, che sarebbero certamente più indicati, non avendo alcun interesse ad appoggiare l'uno o l'altro governo? Tesi interessante, però a nostro parere un po' in conflitto con la realtà, visto che il primo dato emesso sui governi in oggetto ha visto ridurre i ratings emessi da Moody's, S&P e Fitch in 17 casi, inclusi Canada, Gran Bretagna e Francia. Di converso ne sono stati aumentati 9 fra i paesi emergenti, come ad es. Brasile, Russia e, guarda un po', Cina. A Napoli direbbero, con accento migliore del mio, “ogni scaraffone è bello a mamma sua”. Vediamo ora le nuove emissioni più interessanti della settimana. Risveglia un buon interesse il dollaro australiano: due triple A del calibro di Bank Nederlandse e Kommunalbanken offrono rispettivamente 5,28% e il 4,94% per scadenze brevi. Come accennato più sopra, sul mercato del dollaro USA invece le migliori offerte si rilevano sulle scadenze intorno al 2020. Il 9,73% del Banco Mercantil Brasil, il 9,59% di Cedar Fair, il 10,51% di Interactive Data, il 7,90% di Wynn Las Vegas, il 10,20% di Accuride. Certo, il rischio in alcuni casi è ben sopra la media, ma per quel che valgono oggi i ratings … Comunque se volete una tripla A c'è l'emissione di KFW scadenza 2017, ma poi dovete accontentarvi del 2,85%. Meglio allora la lira turca, che con la BEI offre il 7,56% scadenza 2014. Rischio cambio a parte.

Fonte: ActionNews