Bitcoin sì o no? Ai retailer piace, alle banche no

Bitcoin sì o no? Ai retailer piace, alle banche no

Tra i temi caldi del 2013 c’è stata la rapida ascesa di Bitcoin, la valuta digitale che sta diventando sempre più popolare, nonostante la fortissima volatilità. Se al mondo istituzionale non piace molto, soprattutto per il fatto che sfugge ai tradizionali controlli, il settore retail appare più possibilista e apre ai pagamenti con la moneta virtuale.
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Tra i temi caldi del 2013 c’è stata la rapida ascesa di Bitcoin, la valuta digitale che sta diventando sempre più popolare, nonostante la fortissima volatilità. Se al mondo istituzionale non piace molto, soprattutto per il fatto che sfugge ai tradizionali controlli, il settore retail appare più possibilista e apre ai pagamenti con la moneta virtuale.

Bitcoin sì o no? Sostenitori e delatori si dividono equamente, mentre le autorità di regolamentazione sono scettiche. Se il mondo istituzionale – banche, banche centrali, governi – sono per lo più contrari alla valuta digitale, quello commerciale sembra più pronto a cavalcare l’onda. Non è un caso che un numero crescente di retailer stia cominciando ad accettare pagamenti in Bitcoin: Victoria’s Secret è stato l’ultimo in ordine di tempo ad aprire a Bitcoin per l’acquisto di lingerie, ma in dicembre Overstock, quotato sul Nasdaq, ha fatto sapere di volere diventare il primo retailer online ad accettare pagamenti in Bitcoin. La decisione di Overstock va ad aggiungersi a quella presa recentemente dal miliardario Richard Branson, la cui Virgin Galactic – la prima linea aerea commerciale per viaggiare nello spazio – riceve pagamenti con la moneta virtuale. Anche nel settore immobiliare c’è chi ha messo in vendita una casa negli Hamptons – prestigiosa destinazione delle vacanze al mare dei newyorchesi – dicendosi aperto a offerte in Bitcoin. A Wall Street vola invece il titolo di Wpcs International. La società, che si occupa dello sviluppo di reti wireless e di altri servizi collegati, ha guadagnato più del 70% sulla notizia che Btx Trader, una delle divisioni di Wpcs, ha diffuso una piattaforma per i trader di Bitcoin. Il software, in versione beta, consente agli operatori di raccogliere dati ed effettuare ordini collegati alla valuta digitale su cinque piazze elettroniche. Nel frattempo però banche e società di credito sono scettiche, soprattutto per il timore di essere coinvolte in riciclaggio di denaro e altre attività illegali, e sono di conseguenza restie ad aprire conti correnti e a concedere servizi finanziari a chi fa affari con la moneta digitale. “Questo sta causando un collo di bottiglia nel settore, le società devono potere aprire conti correnti bancari in modo da potere costruire un’infrastruttura legata a Bitcoin”, ha detto Patrick Murck, consigliere generale della Bitcoin Foundation. La popolarità della valuta virtuale, “coniata” usando algoritmi telematici e scambiata in modo elettronico tra gli utenti che la usano come investimento o per comprare beni (laddove concesso, perché molte sono le restrizioni) è cresciuta in modo esponenziale dalla sua introduzione quattro anni fa. Il prezzo di Bitcoin è estremamente volatile: dai 20 dollari dell’inizio dell’anno, è arrivato sopra 1.100 dollari, salvo poi tornare attorno ai 630.

Bitcoin sì o no? Sostenitori e delatori si dividono equamente, mentre le autorità di regolamentazione sono scettiche. Se il mondo istituzionale – banche, banche centrali, governi – sono per lo più contrari alla valuta digitale, quello commerciale sembra più pronto a cavalcare l’onda. Non è un caso che un numero crescente di retailer stia cominciando ad accettare pagamenti in Bitcoin: Victoria’s Secret è stato l’ultimo in ordine di tempo ad aprire a Bitcoin per l’acquisto di lingerie, ma in dicembre Overstock, quotato sul Nasdaq, ha fatto sapere di volere diventare il primo retailer online ad accettare pagamenti in Bitcoin. La decisione di Overstock va ad aggiungersi a quella presa recentemente dal miliardario Richard Branson, la cui Virgin Galactic – la prima linea aerea commerciale per viaggiare nello spazio – riceve pagamenti con la moneta virtuale. Anche nel settore immobiliare c’è chi ha messo in vendita una casa negli Hamptons – prestigiosa destinazione delle vacanze al mare dei newyorchesi – dicendosi aperto a offerte in Bitcoin. A Wall Street vola invece il titolo di Wpcs International. La società, che si occupa dello sviluppo di reti wireless e di altri servizi collegati, ha guadagnato più del 70% sulla notizia che Btx Trader, una delle divisioni di Wpcs, ha diffuso una piattaforma per i trader di Bitcoin. Il software, in versione beta, consente agli operatori di raccogliere dati ed effettuare ordini collegati alla valuta digitale su cinque piazze elettroniche. Nel frattempo però banche e società di credito sono scettiche, soprattutto per il timore di essere coinvolte in riciclaggio di denaro e altre attività illegali, e sono di conseguenza restie ad aprire conti correnti e a concedere servizi finanziari a chi fa affari con la moneta digitale. “Questo sta causando un collo di bottiglia nel settore, le società devono potere aprire conti correnti bancari in modo da potere costruire un’infrastruttura legata a Bitcoin”, ha detto Patrick Murck, consigliere generale della Bitcoin Foundation. La popolarità della valuta virtuale, “coniata” usando algoritmi telematici e scambiata in modo elettronico tra gli utenti che la usano come investimento o per comprare beni (laddove concesso, perché molte sono le restrizioni) è cresciuta in modo esponenziale dalla sua introduzione quattro anni fa. Il prezzo di Bitcoin è estremamente volatile: dai 20 dollari dell’inizio dell’anno, è arrivato sopra 1.100 dollari, salvo poi tornare attorno ai 630.

Authored by: Sfefania Arcudi