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		<title>Per i giovani laureati italiani ENI è l’azienda più ambita</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 09:52:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume&Società]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
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		<description><![CDATA[Anche quest’anno ENI viene incoronata azienda preferita dai laureati italiani. A dirlo, per il secondo anno consecutivo, è l’Employer of Choice Survey 2011, la classifica dei datori di lavoro più desiderati da chi, subito dopo la laurea, cerca una porta d’accesso al mondo del lavoro. A essere premiata è la capacità di Eni di offrire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche quest’anno ENI viene incoronata azienda preferita dai laureati italiani. A dirlo, per il secondo anno consecutivo, è l’<em>Employer of Choice Survey 2011</em>, la classifica dei datori di lavoro più desiderati da chi, subito dopo la laurea, cerca una porta d’accesso al mondo del lavoro.</p>
<p><span id="more-869"></span></p>
<p>A essere premiata è la capacità di Eni di offrire ai giovani stimolanti opportunità professionali, solidità economica, formazione internazionale, sensibilità ai temi di sviluppo sostenibile, valorizzazione delle persone, crescita e benessere delle comunità ospitanti, rispetto dell&#8217;ambiente e costante investimento nell&#8217;innovazione tecnologica. Cooperazione e interculturalità diventano in Eni lavoro di gruppo caratterizzato da scambi e mobilità a livello internazionale.</p>
<p>L’indagine promossa da Emblema – società di consulenza attiva nel campo del <em>placement</em> universitario e del <em>corporate recruiting</em> -  si è svolta su un campione di 22.827 laureati e laureandi di 71 atenei italiani (età media 24,2  anni, media esami 27,4/30 e media voto di laurea 102,7/110) che hanno espresso la propria preferenza durante la terza edizione della <em>Virtual Fair</em>, che si è svolto online nel dicembre scorso.</p>
<p>Le parole chiave che hanno caratterizzato l’impresa ideale in cui andare a lavorare sono state: sviluppo professionale, formazione e opportunità internazionali dimostrando, ancora una volta, che i neo laureati sono alla ricerca di concrete possibilità che rendano il primo impiego un trampolino di lancio verso una carriera professionale stimolante.</p>
<p>Dalla classifica  è emersa anche particolare attenzione verso la <em>worklife balance</em>, i valori aziendali e l’ambiente lavorativo che, per i più, deve essere informale e giovane, a dimostrazione che anche la vita personale e relazioni umane sono elementi importanti per effettuare una scelta.</p>
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		<title>YOUng First, il programma targato Gi Group per favorire il primo impiego dei giovani</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 10:21:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca&Formazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Gi Group continua l’impegno, dopo l’Anno dei Giovani 2011, per favorire l’occupazione giovanile. Nel 2012 lancia YOUng First, un programma strutturato di attività e iniziative dedicate ai ragazzi che si affacciano sul mondo del lavoro. Sono stati 25.000 i giovani avviati al lavoro nel 2011 dalle iniziative ad hoc di Gi Group. 10.000 i colloqui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gi Group continua l’impegno, dopo l’Anno dei Giovani 2011, per favorire l’occupazione giovanile. Nel 2012 lancia YOUng First, un programma strutturato di attività e iniziative dedicate ai ragazzi che si affacciano sul mondo del lavoro.</p>
<p><span id="more-866"></span></p>
<p>Sono stati 25.000 i giovani avviati al lavoro nel 2011 dalle iniziative ad hoc di Gi Group. 10.000 i colloqui di orientamento realizzati, 5 filiali First dedicate al primo impiego, 6 Gi Day organizzati nelle principali città con oltre 800 partecipanti che hanno incontrato direttamente le aziende del territorio. Inoltre l’agenzia italiana per il lavoro ha creato il Gi Lab, un laboratorio nazionale di idee per i giovani, che conta oltre 30.000 fan sulla pagina Facebook.</p>
<p>Per quest’anno, a partire da marzo, con la tappa milanese il giorno 29, il calendario YOUng First prevede 8 tappe del GI Day, che dà ai giovani la possibilità di incontrare aziende importanti del territorio e allo stesso tempo fornisce strumenti di orientamento e di lettura del mercato del lavoro. A seguire il 16 aprile Torino, il 17 maggio Roma, il 21 giugno Bari, il 27 settembre Bologna, l’11 ottobre Cagliari, il 25 ottobre Lecco e il 22 novembre Palermo.</p>
<p>La fondazione Gi Group Academy proseguirà l’attività di studio e ricerca sui temi giovanili di maggiore interesse attraverso la promozione di incontri e presentazioni.</p>
<p>Tra le attività in programma, anche giornate di incontro tra aziende del territorio e studenti dell’ultimo anno delle superiori, la seconda edizione di Gi Lab e attività di formazione direttamente sul sito <a href="http://www.gigroup.it/">www.gigroup.it</a>. Applicazioni per dispositivi mobili e presenza sui social network completano il quadro di YOUng First, per raggiungere i ragazzi in modo semplice e diretto.</p>
<p>“Nel 2011 siamo stati la prima agenzia per il lavoro in Italia a creare una serie di iniziative dedicate appositamente ai giovani. – commenta Stefano Colli-Lanzi, Amministratore Delegato di Gi Group – Un impegno che nel 2011 ci ha visto orientare una parte della rete delle filiali Gi Group alle esigenze occupazionali specifiche per i ragazzi. Mi riferisco alle filiali First, che oggi erogano servizi come orientamento, formazione, selezione mirata, accesso a tecniche, strumenti e canali privilegiati di ricerca del lavoro, tutorship, supporto e informazioni sui tirocini e apprendistato. Il successo 2011 e il riconoscimento unanime ricevuto, ci ha portato a YOUng First, un programma di iniziative stabile e strutturato studiato per i giovani. Ci rendiamo conto che non possiamo risolvere da soli il problema della disoccupazione giovanile, ma possiamo sensibilizzare e sviluppare sinergie con soggetti che hanno a cuore questo tema per offrire soluzioni e proposte concrete per aiutare i giovani italiani a capire meglio il mercato del lavoro, aumentando quindi le loro possibilità di trovare un occupazione.”</p>
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		<title>CRIBIS D&amp;B: un’impresa su 10 in Italia ha un’alta probabilità di generare insoluti commerciali</title>
		<link>http://www.leadershipmagazine.it/2012/02/20/cribis-db-un%e2%80%99impresa-su-10-in-italia-ha-un%e2%80%99alta-probabilita-di-generare-insoluti-commerciali/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 16:14:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[business information]]></category>
		<category><![CDATA[Cribis D&B]]></category>
		<category><![CDATA[rischiosità commerciale]]></category>

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		<description><![CDATA[I risultati dell’Osservatorio CRIBIS D&#38;B sulla rischiosità commerciale delle imprese italiane evidenziano come le piccole medie imprese italiane siano più in difficoltà. I settori maggiormente critici sono commercio all’ingrosso, industria estrattiva, trasporti ed edilizia. Secondo quanto emerso dalla ricerca della società specializzata in business information, a fine dicembre 2011 il 10,93% delle imprese italiane ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.leadershipmagazine.it/?p=859"><img class="alignright size-medium wp-image-860" title="Marco Preti, amministratore delegato Cribis D&amp;B" src="http://www.leadershipmagazine.it/prova/wp-content/uploads/2012/02/Marco-Preti-2-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>I risultati dell’Osservatorio CRIBIS D&amp;B sulla rischiosità commerciale delle imprese italiane evidenziano come le piccole medie imprese italiane siano più in difficoltà. I settori maggiormente critici sono commercio all’ingrosso, industria estrattiva, trasporti ed edilizia.</p>
<p><span id="more-859"></span></p>
<p>Secondo quanto emerso dalla ricerca della società specializzata in business information, a fine dicembre 2011 il 10,93% delle imprese italiane ha registrato un&#8217;alta rischiosità di generare insoluti commerciali nei confronti dei propri fornitori nei 12 mesi successivi, un dato in preoccupante crescita rispetto alle rilevazioni dei trimestri precedenti (a fine 2010 le imprese più rischiose rappresentavano, infatti, il 9,96% del totale). Per il 45,56% del totale delle imprese, invece, si è osservato un livello di rischiosità media, per il 37,68% medio – bassa, mentre appena il 5,83% si è collocato nella classe di rischiosità bassa.</p>
<p>Analizzando nel dettaglio le imprese che nel 2011 si caratterizzavano per  un livello di rischiosità elevata, il 78,84% di queste già presentava lo stesso livello di rischiosità l’anno precedente, così come il 63,64% nel 2009 e il 39,10% nel 2008. Il 32,54% delle imprese, invece, tre anni fa apparteneva alle due classi con rischiosità più contenuta (bassa e medio-bassa), a dimostrazione di una situazione di deterioramento dell’affidabilità delle imprese italiane.</p>
<p>Se per quanto riguarda i settori di attività, la rischiosità più elevata si trova nel commercio all’ingrosso (18,72%), per quanto riguarda le dimensioni, il rischio elevato caratterizza maggiormente le realtà piccole. Sono infatti le micro imprese a mostrate le percentuali più elevate di alta rischiosità (11,48%), seguite dalle piccole imprese (10,94%) e dalle medie (9,19%). Le grandi imprese, infine, presentano una rischiosità elevata del 6,06%, ben inferiore alla media nazionale.</p>
<p>“I dati che abbiamo rilevato relativamente all’intero 2011 confermano l’impressione generale di un contesto economico tendenzialmente più rischioso e, soprattutto, più ‘fluido’, cioè maggiormente caratterizzato da cambiamenti repentini, sia a livello di controparti (clienti e fornitori), sia a livello di andamento di mercato – illustra Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS D&amp;B“. Diventa, quindi, oltremodo fondamentale conoscere meglio le imprese con le quali si fanno affari e adottare un’efficace politica di risk management che, attraverso strumenti adeguati, consenta di individuare i segnali che vengono dal mercato e dalla propria clientela. Per questo emerge con forza l’enorme importanza per ogni impresa di integrare i propri dati interni con informazioni esterne che consentano di cogliere tempestivamente i cambiamenti e le criticità, prima che si traducano in bilanci non positivi o, peggio ancora, in procedure in corso”.</p>
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		<title>Il vertice del turismo alla Bit per fare il punto</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 14:48:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bit]]></category>
		<category><![CDATA[Expo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è aperta ieri mattina al quartiere fieristico milanese, con un convegno intitolato “Il turismo come strategia di sviluppo e le opportunità offerte da Expo 2015 al Paese”, la trentaduesima edizione della Borsa Internazionale del Turismo. La Bit, in programma fino a domenica 19 febbraio, oltre alle principali regioni italiane, mette in vetrina duemila espositori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è aperta ieri mattina al quartiere fieristico milanese, con un convegno intitolato “Il turismo come strategia di sviluppo e le opportunità offerte da Expo 2015 al Paese”, la trentaduesima edizione della Borsa Internazionale del Turismo.</p>
<p><span id="more-856"></span></p>
<p>La Bit, in programma fino a domenica 19 febbraio, oltre alle principali regioni italiane, mette in vetrina duemila espositori provenienti da 120 paesi, tra i quali le novità Laos, Isole Cayman e Angola e gli immancabili Giappone, Spagna, Germania ed Egitto. A sottolineare l’importanza per l’Italia di una fiera internazionale dedicata al turismo è stato innanzitutto il vice presidente dell’Unione Europea Antonio Tajani, che a spiegato: «Il turismo è un elemento chiave della terza rivoluzione industriale europea. Se vogliamo puntare alla crescita non bastano i sacrifici, serve anche puntare decisamente sul settore turistico, in una vera e propria visione industriale, incentivando il mercato interno e guardando con attenzione ai paesi emergenti come Russia, Brasile e Cina. In questa prospettiva, è necessario rivedere la politica dei visti che al momento pone l’Europa in una situazione di rigidità e burocrazia eccessiva». Tajani ha anche annunciato la nascita di un osservatorio economico europeo dedicato al turismo, che fornirà informazioni utili a tutti gli operatori del settore. «Il contributo del turismo al Pil italiano è del 13%, ma potrà arrivare anche al 18% nei prossimi anni grazie all’Expo. E anche dal punto di vista occupazionale, gli addetti del settore nei prossimi anni aumenteranno percentualmente in maniera superiore rispetto al settore metalmeccanico – ha commentato il Ministro del Turismo Piero Gnudi -. Il turismo è il nostro petrolio, ma il suo ruolo, sia economico che culturale, troppo spesso viene sottovalutato. Purtroppo in Italia non abbiamo grandi tour operator, grandi catene alberghiere e la nostra compagnia di bandiera non è al livello dei principali competitors internazionali, però possiamo crescere». Gnudi ha inoltre anticipato alcune mosse della sua politica di rilancio del settore turistico italiano: «Trovo provinciale il fatto che siano le singole regioni a promuovere l’immagine del nostro Paese nel mondo. Ormai i nostri turisti vengono da molto lontano e spesso non sanno nemmeno dove si trova l’Italia, per cui occorre che la promozione sia fatta a livello centrale, valorizzando tutte le nostre eccellenze. Per quanto riguarda la richiesta di una riduzione della tassa di soggiorno, non mi sento di promettere nulla, ma di certo sono convinto che i proventi di questa tassa debbano servire a sostenere il settore». Parole che fanno piacere al presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, che ha dichiarato: «Oggi il turismo produce il 13% del Pil nazionale, ma abbiamo le potenzialità per arrivare al 20%. Abbiamo tutte le potenzialità per tornare ad essere leader mondiali del settore e questo vorrebbe dire rilanciare un Paese che attualmente è in recessione. Per fare questo bisogna agire sia sugli operatori del settore, cercando di favorire delle reti d’impresa, sia attraverso una governance unica e più forte che superi la competenza esclusiva delle regioni e che magari concentri sull’Enit la promozione internazionale». Un importante strumento di rilancio per il settore può essere anche l’Expo: «L’appuntamento del 2015 può essere una grande opportunità per l’Italia, sia nei sei mesi della manifestazione espositiva, sia negli anni successivi, in quanto vogliamo lasciare in eredità anche un’immagine vincente del nostro Paese, che dovrà rimanese un “place to be” anche dopo quel semestre – ha spiegato l’amministratore delegato di Expo Giuseppe Sala -. Stimiamo infatti che l’Expo potrà dare al sistema turistico italiano una spinta valutabile attorno agli 11 miliardi di euro».</p>
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		<title>Ricerca SDA Bocconi &#8211; Ernst&amp;Young: se le funzioni Afc svolgono un ruolo più maturo i costi diminuiscono del 39%</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 10:33:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[controllo]]></category>
		<category><![CDATA[Ernst&Young]]></category>
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		<description><![CDATA[L’Osservatorio sulla funzione Amministrazione Finanza e Controllo delle medie imprese italiane della SDA Bocconi in collaborazione con Ernst &#38; Young dimostra come un salto di qualità nella funzione Afc non solo aiuterebbe la crescita aziendale, ma comporterebbe una riduzione del 39% dei costi della funzione Afc stessa. Lo rilevano Franco Amiconi, Ariela Caglio e Andrea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Osservatorio sulla funzione Amministrazione Finanza e Controllo delle medie imprese italiane della SDA Bocconi in collaborazione con Ernst &amp; Young dimostra come un salto di qualità nella funzione Afc non solo aiuterebbe la crescita aziendale, ma comporterebbe una riduzione del 39% dei costi della funzione Afc stessa. Lo rilevano Franco Amiconi, Ariela Caglio e Andrea Dossi della SDA Bocconi nella ricerca condotta su 105 imprese, con un fatturato medio di 110 milioni di euro.</p>
<p><span id="more-853"></span></p>
<p>Gli studiosi evidenziano come la limitata dimensione della funzione amministrazione, finanza e controllo, costituita mediamente da 16 persone,  e la formazione/collocazione gerarchica degli addetti (l’84% sono impiegati) non consentono specializzazione e potere interno tali da svolgere appieno un ruolo di supporto alla crescita aziendale.</p>
<p>Nelle imprese in cui la funzione Afc è relegata alle attività tradizionali (contabilità e bilancio, tesoreria, fiscalità e relativa informatizzazione), il costo della funzione (comprendente personale, sistemi informativi, servizi esterni e spese generali) si attesta all’1,73% del fatturato aziendale. Quando si completa la parabola che porta a un ruolo istituzionale, il costo si abbassa all’1,05% (con una riduzione vicina al 39%). È però necessario un passaggio intermedio in cui la funzione svolge un ruolo di business partnership (in cui alle attività tradizionali si affiancano quelle di programmazione e controllo di gestione, pianificazione strategica, fusioni e acquisizioni, politiche di finanziamento a medio e lungo termine e acquisti) e il costo della funzione, in questa fase, è del 2,56% del fatturato.</p>
<p>“Quando si aggiungono queste attività”, spiega Dossi, “si deve spesso duplicare la contabilità, il che comporta impegno e costi, ma quando si passa al ruolo istituzionale, che comprende anche le funzioni di auditing, relazioni con gli investitori, compliance, risk management e internal auditing, la contabilità torna a essere una e l’organizzazione rigorosa necessaria a svolgere questi compiti riesce anche ad abbattere i costi. È assolutamente indispensabile, perciò, affrettare la transizione ai ruoli più maturi”.</p>
<p>La ricerca evidenzia anche una diffusa insoddisfazione del Chief Financial Officer (Cfo) rispetto all’efficienza con cui la propria funzione è in grado di adempiere ai compiti ai quali sarebbe delegata. Gli aspetti che migliorano tale efficienza, oltre all’adozione di un ruolo istituzionale e all’adozione dei sistemi Erp per le attività di contabilità, hanno a che fare con la gestione delle persone: una maggiore quota di quadri e di laureati, nonostante un costo del lavoro superiore, si traduce in una maggiore efficienza della funzione e quindi in minori costi complessivi.</p>
<p>&#8220;Le evidenze emerse mostrano che le funzioni Afc indagate sottolineano come nei prossimi tre anni gli obiettivi di supportare proattivamente la definizione delle strategie, di adottare metodologie di Erm e di gestire in modo più attento la comunicazione verso l&#8217;esterno costituiscano le grandi aree di sviluppo della funzione”, dichiara Stefania Boschetti, partner Ernst &amp; Young e co-responsabile della ricerca. &#8220;I dati, inoltre, indicano che le funzioni Afc che già svolgono un ruolo institutional hanno una maggiore efficacia di presidio della value-chain informativa e, per questa via, raggiungono una migliore efficienza complessiva nonostante svolgano maggiori attività&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Al Salone del Risparmio 2012 il patrocinio della Rai</title>
		<link>http://www.leadershipmagazine.it/2012/02/15/al-salone-del-risparmio-2012-il-patrocinio-della-rai/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 10:39:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>
		<category><![CDATA[salone del risparmio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Salone del Risparmio ha ricevuto per il secondo anno il patrocinio della Rai, Radio Televisione Italiana.  L’edizione 2012 si terrà il 18, 19 e 20 aprile all’università Bocconi di Milano. Oltre alla Rai, altri organi di informazione saranno presenti alla manifestazione dedicata al risparmio gestito. I MEDIA PARTNER dell’edizione 2012 sono, infatti, Il Corriere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Salone del Risparmio ha ricevuto per il secondo anno il patrocinio della Rai, Radio Televisione Italiana.  L’edizione 2012 si terrà il 18, 19 e 20 aprile all’università Bocconi di Milano.</p>
<p><span id="more-848"></span></p>
<p>Oltre alla Rai, altri organi di informazione saranno presenti alla manifestazione dedicata al risparmio gestito. I<strong> </strong>MEDIA PARTNER dell’edizione 2012<strong> </strong>sono, infatti, Il Corriere della Sera,  ClassCNBC, Ignites Europe (Financial Times), Radio24 e l’agenzia di stampa internazionale Thomson Reuters. I Media Supporter sono: Blue Financial Communication, Brown Editore, Fondionline, IPE, Lamiafinanza, Leadership, MondoAlternative, Open Financial Communication, Top Legal e Vita.</p>
<p>Tante presenze che confermano l’importanza di offrire un momento di incontro e confronto tra gli operatori del settore da una parte, autorità e associazioni dall’altra, nell’ottica di migliorare gli standard qualitativi del settore stesso e renderlo più competitivo e maggiormente in grado di soddisfare le esigenze di risparmio e investimento degli italiani.</p>
<p>Il Salone del Risparmio, infatti, analizza gli scenari e le prospettive dei mercati ed i cambiamenti in atto nel settore finanziario con l&#8217;obiettivo di comprendere come l&#8217;evoluzione normativa e operativa del mercato, le dinamiche sociali e quelle private dei cittadini potranno in futuro influenzare lo sviluppo dei prodotti e le strategie dell&#8217;industria del risparmio.</p>
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		<title>Nasce BacktoWork, per promuovere la rioccupazione qualificata e gli investimenti sul lavoro</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 10:54:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
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		<category><![CDATA[PMI]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 15 febbraio 2012 nasce BacktoWork (www.backtowork.it), un sistema semplice e concreto per mettere in relazione le aziende, il patrimonio intellettuale e il risparmio delle famiglie, rimettendo al centro un’economia fatta di investimenti sulla produzione e sul lavoro. Stimolare lo spirito imprenditoriale, promuovere un sistema di rioccupazione qualificata e rilanciare l’economia del nostro Paese sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 15 febbraio 2012 nasce BacktoWork (<a href="http://www.backtowork.it/">www.backtowork.it</a>), un sistema semplice e concreto per mettere in relazione le aziende, il patrimonio intellettuale e il risparmio delle famiglie, rimettendo al centro un’economia fatta di investimenti sulla produzione e sul lavoro.</p>
<p><span id="more-843"></span><img class="alignright size-medium wp-image-844" title="Carlo Bassi, ideatore e fondatore BacktoWok" src="http://www.leadershipmagazine.it/prova/wp-content/uploads/2012/02/Carlo_Bassi_foto-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p>Stimolare lo spirito imprenditoriale, promuovere un sistema di rioccupazione qualificata e rilanciare l’economia del nostro Paese sono tra gli obiettivi che hanno mosso questa iniziativa, ideata e fondata da Carlo Bassi.</p>
<p>Come funziona? BacktoWork è un portale che accoglie candidature (riservate) di aziende che necessitano di risorse e competenze, di imprenditori e investitori interessati ad investire in società selezionate e con un grande patrimonio di know how, di dirigenti, quadri e professionisti disponibili ad investire in PMI per avviarsi ad un’attività imprenditoriale e contemporaneamente svolgere un ruolo manageriale all’interno dell’organizzazione aziendale. La risposta non si è fatta attendere. Nella fase sperimentale del portale, dal 9 al 10 gennaio, da una selezione di 1.500 professionisti contattati, sono giunte a BacktoWork adesioni e dichiarazioni a iscriversi da parte di 173 tra manager, dirigenti e professionisti (11,5%). Su 150 aziende contattate, 34 hanno manifestato interesse (22,6%).</p>
<p>Sono oltre 11.000 nel 2011 le PMI fallite, circa 300.000 i posti di lavoro bruciati dal 2008 a causa della loro chiusura. Oltre 70mila i dirigenti e quadri espulsi dal mercato del lavoro dall’inizio della crisi. Il 90% di questi ha un’età compresa fra i 45 e i 55 anni. 8.638 miliardi di euro è l’ammontare del risparmio delle famiglie italiane “bloccato” e “improduttivo” perché investito in immobili, titoli di Stato, borsa, strumenti finanziari e conti correnti. 500mila lavoratori coinvolti nella cassa integrazione e 3 miliardi di ore di cassa integrazione pagate dal 2008. (Dati: Fonte Lavoro Istat e Cerved Group).</p>
<p>“Ho deciso, assieme ad altri professionisti e imprenditori, di dar vita a BacktoWork, &#8211; dichiara l’ideatore e fondatore Carlo Bassi – un sistema che riteniamo possa rappresentare una reale soluzione per contrastare la crisi e che mettiamo a disposizione di chiunque voglia parteciparvi, convinti che l’Italia si salva se si aiuta chi lavora e chi produce. Ci rivolgiamo soprattutto alle associazioni e alle istituzioni perché ci aiutino a diffondere il progetto al loro interno, valutando l’opportunità di creare comuni gruppi di lavoro.”</p>
<p>BacktoWork nasce con O.S.E.C.O. – Osservatorio sulle Strategie Europee per la Crescita e l’Occupazione <a href="http://www.osecoweb.org/">www.osecoweb.org</a> che, attraverso la creazione di tavoli di lavoro tematici, ha definito strumenti di immediata applicazione per chiamare il Paese definitivamente fuori dalla crisi.</p>
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		<title>Fondazione Efpa Italia festeggia il suo decimo compleanno con una convention</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 14:13:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca&Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[convention]]></category>
		<category><![CDATA[efpa italia]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>

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		<description><![CDATA[EFPA Italia, nata nel 2002, è una fondazione che promuove standard formativi di qualità, certifica corsi e organizza esami di livello European Financial Palnner EFP. European Financial Advisor EFA™ e Diploma in European Financial Services DEFS. Nel 2012 festeggia il suo decimo compleanno e sceglie Sorrento per spegnere le candeline. Qui, il 14 e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>EFPA Italia, nata nel 2002, è una fondazione che promuove standard formativi di qualità, certifica corsi e organizza esami di livello European Financial Palnner EFP. European Financial Advisor EFA™ e Diploma in European Financial Services DEFS. Nel 2012 festeggia il suo decimo compleanno e sceglie Sorrento per spegnere le candeline.</p>
<p><span id="more-838"></span></p>
<p>Qui, il 14 e il 15 giugno, si svolgerà la convention organizzata ad hoc presso l’Hotel Hilton Palace. La manifestazione sarà aperta a tutti i professionisti, certificati e non, e vedrà la presenza di qualificati partners operanti nel settore del risparmio.</p>
<p>Nel 2012 la formazione qualificata e permanente resterà ovviamente al centro dell’attività di Efpa Italia, per il raggiungimento degli obiettivi primari: promuovere standard riconosciuti a livello Europeo e rafforzare la cultura dell’aggiornamento professionale nel tempo. La certificazione delle figure professionali di Efa – European Financial Advisor, Efp – European Financial Planner e dei diplomati Defs proseguirà in linea con le direttive, in termini di contenuti e requisiti qualitativi, indicate a livello europeo da EFPA, European Financial Planning Association, attraverso il proprio organo di consulenza: lo Standards and Qualifications Committee (SQC).</p>
<p>Nel 2011 è stata raggiunta la cifra di 3560 Professionisti Certificati EFPA™<em> </em>e quest’anno sono previste 2 sessioni d’esame EFA: una luglio, probabilmente a Roma, e una a dicembre, probabilmente a Milano.</p>
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		<title>Accelerated Leadership Program: il 29 marzo alla LIUC parte un nuovo corso per l’alta formazione manageriale</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 17:46:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca&Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[aggiornamento]]></category>
		<category><![CDATA[corso formazione]]></category>
		<category><![CDATA[LIUC]]></category>
		<category><![CDATA[manager]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Università Carlo Cattaneo – LIUC propone un nuovo corso nell’ambito delle attività di formazione manageriale. Accelerated Leadership Program partirà il prossimo 29 marzo con 8 giornate di lavoro, divise in moduli di due giorni, fino al 13 luglio 2012. L’obiettivo è formare i responsabili aziendali per costruire organizzazioni nelle quali le persone continuino ad espandere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Università Carlo Cattaneo – LIUC propone un nuovo corso nell’ambito delle attività di formazione manageriale. Accelerated Leadership Program partirà il prossimo 29 marzo con 8 giornate di lavoro, divise in moduli di due giorni, fino al 13 luglio 2012.</p>
<p><span id="more-835"></span></p>
<p>L’obiettivo è formare i responsabili aziendali per costruire organizzazioni nelle quali le persone continuino ad espandere le loro capacità di comprendere la complessità. Questo percorso nasce nell’ambito delle attività del CeRCA – Centro di Ricerca sul Cambiamento ed Apprendimento Organizzativo dell’Università Cattaneo.</p>
<p>L’Accelerated Leadership Program si rivolge a quadri alti potenziali e a responsabili funzionali che devono sviluppare una visione allargata dell’azienda, oltre che rimanere costantemente aggiornati sugli sviluppi delle principali competenze manageriali. Tra le peculiarità della formula di questo percorso: una visione sistemica e per processo e un panorama completo sullo sviluppo delle competenze e degli strumenti necessari alla gestione operativa e strategica.</p>
<p>“Vedere un’azienda come un’ entità vivente è il primo passo per aumentarne il suo tempo medio di vita &#8211; spiega il professor Vittorio D’Amato, Responsabile dell’Accelerated Leadership Program &#8211; In un mondo in continuo cambiamento è indispensabile coinvolgere continuamente le persone nello sviluppo dell’organizzazione. La quantità di impegno, responsabilizzazione e coinvolgimento sul  lavoro non ha solo un effetto diretto sui risultati economici, ma influenza prima di tutto la longevità aziendale. La soluzione è un equilibrio instabile tra continuità ed innovazione”.</p>
<p>I docenti del corso sono studiosi, professionisti, accademici e dirigenti d’impresa e come metodologia di apprendimento verrà utilizzata quella dell’<em>Action Learning</em>, che pone l’accento, oltre che sul ruolo attivo e propositivo del docente, su quello del partecipante. L’ALP inizia con un percorso di riflessione personale e di ben-essere, basato sulla metodologia dell’apprendimento esperienziale, progettato per aumentare la fiducia in se stessi, incoraggiare la presa delle decisioni, l’assunzione di rischi e creare spirito di squadra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em> </em></p>
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		<title>Già 2mila gli iscritti alla terza edizione del Salone del Risparmio, che torna a Milano il 18, 19 e 20 aprile 2012</title>
		<link>http://www.leadershipmagazine.it/2012/02/07/gia-2mila-gli-iscritti-alla-terza-edizione-del-salone-del-risparmio-che-torna-a-milano-il-18-19-e-20-aprile-2012/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 15:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[salone del risparmio]]></category>

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		<description><![CDATA[Oltre 2mila tra risparmiatori e addetti ai lavori si sono già accreditati alla tre giorni dedicata al risparmio gestito, giunta alla terza edizione, attraverso il sito internet www.salonedelrisparmio.com, per seguire le oltre 90 tra conferenze, seminari, corsi di formazione gratuiti e iniziative pedagogiche di educazione finanziaria. La manifestazione, organizzata da Assogestione, si terrà a Milano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre 2mila tra risparmiatori e addetti ai lavori si sono già accreditati alla tre giorni dedicata al risparmio gestito, giunta alla terza edizione, attraverso il sito internet <a href="http://www.salonedelrisparmio.com/">www.salonedelrisparmio.com</a>, per seguire le oltre 90 tra conferenze, seminari, corsi di formazione gratuiti e iniziative pedagogiche di educazione finanziaria.</p>
<p><span id="more-832"></span></p>
<p>La manifestazione, organizzata da Assogestione, si terrà a Milano all’università Bocconi il 18, 19 e 20 aprile 2012, con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, della Regione Lombardia, della Provincia e del Comune di Milano e dell’università Bocconi. Le due precedenti edizioni hanno raccolto oltre 15.000 partecipanti e 120 tra aziende, enti e istituzioni. L’edizione 2012 è stata organizzata in collaborazione con Aipb, Anasf, Aiaf, Apf, Assiom Forex, Assoreti, Borsa Italiana, Banche Assicurazioni Finanza, Parlamento Europeo e PattiChiari.</p>
<p>La manifestazione vedrà la partecipazione dei principali operatori dell&#8217;industria (Sgr italiane ed estere, Sim, banche, reti di distribuzione, investitori istituzionali e promotori finanziari), società di servizio e rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e dei media. Sono già 55 le società espositrici che hanno confermato la propria presenza, in qualità di main partner, partner, sponsor e sostenitori della manifestazione. Di queste, circa 40 sono società di asset management italiane e straniere<strong>.</strong></p>
<p>Nel corso delle tre giornate i visitatori troveranno informazioni sui nuovi prodotti/servizi, aggiornamento professionale, analisi degli scenari e dell’evoluzione del mercato di riferimento, prospettive per il settore e per gli operatori. In particolare la terza giornata, il 20 aprile, aperta anche a investitori privati, famiglie e studenti, permette ai non addetti ai lavori di accrescere la propria cultura finanziaria attraverso il dialogo con professionisti del settore, per operare scelte di investimento consapevoli anche nei periodi difficili.</p>
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