<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title></title>
	<atom:link href="http://www.leadershipmagazine.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.leadershipmagazine.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 May 2012 08:39:24 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Nuovi indicatori per dare maggior valore al benessere umano e sociale</title>
		<link>http://www.leadershipmagazine.it/2012/05/17/nuovi-indicatori-per-dare-maggior-valore-al-benessere-umano-e-sociale/</link>
		<comments>http://www.leadershipmagazine.it/2012/05/17/nuovi-indicatori-per-dare-maggior-valore-al-benessere-umano-e-sociale/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 May 2012 08:39:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca&Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Bocconi]]></category>
		<category><![CDATA[indicatori economici]]></category>
		<category><![CDATA[valore sostenibile]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.leadershipmagazine.it/?p=1075</guid>
		<description><![CDATA[Servono nuovi indicatori di ricchezza che diano valore anche al benessere sociale e umano. Occorre quindi perseguire un nuovo approccio basato su una concezione di valore e ricchezza in doppia ottica, a livello aziendale e anche a livello di sistema paese. Questa è la strada indicata nello studio condotto dal CReSV Bocconi, Centro di ricerche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Servono nuovi indicatori di ricchezza che diano valore anche al benessere sociale e umano. Occorre quindi perseguire un nuovo approccio basato su una concezione di valore e ricchezza in doppia ottica, a livello aziendale e anche a livello di sistema paese. Questa è la strada indicata nello studio condotto dal CReSV Bocconi, Centro di ricerche su Sostenibilità e valore, in collaborazione con Fondazione Ernesto Illy e Centromarca, Associazione italiana dell’Industria di Marca, terza parte di un filone di ricerca sulla creazione di valore e la sostenibilità. Lo studio analizza il concetto di valore sostenibile sotto due prospettive diverse, il sistema paese e il mondo aziendale, partendo dal presupposto che la crisi finanziaria abbia illustrato come la semplice massimizzazione del valore economico per gli azionisti non è più sufficiente per garantire la longevità delle aziende come il semplice Pil non è più in grado di identificare la vera ricchezza generata da un paese.</p>
<p><span id="more-1075"></span></p>
<p>La prima parte dello studio affronta una nuova analisi del concetto di ‘creazione di valore’ dal punto di vista del sistema paese, descrivendo i limiti dell’utilizzo del solo Pil come misuratore di ricchezza e analizzando i nuovi indicatori alternativi sviluppati negli ultimi anni, come il Better Life Index dell’Ocse, che incorporano anche fattori che ponderano il benessere umano. I ricercatori infatti illustrano come il Pil includa elementi che non creano vero valore per un paese o che addirittura lo erodono nel medio e lungo termine, come i danni ambientali causati dallo sfruttamento delle risorse naturali. E come i nuovi indicatori danno più valore agli indicatori che contribuiscono al benessere sociale dei cittadini, andando oltre il concetto di valore come semplice capacità di generare beni e servizi.</p>
<p>“Il semplice Pil non è più sufficiente per rappresentare il livello di ‘ricchezza’ di una nazione,” spiega Francesco Perrini, direttore del CReSV Bocconi e coordinatore dello studio. “Bisogna spostarsi da un approccio prettamente economico come quello dettato dal Pil verso una prospettiva sostenibile basata sullo sviluppo umano e sociale, che non è sempre esprimibile solo in termini monetari.”</p>
<p>La seconda parte dello studio analizza la relazione tra i comportamenti socialmente responsabili delle aziende, che perseguono la massimizzazione del valore di tutti i portatori di interesse che si relazionano con essa, e la loro performance economica-finanziaria. I ricercatori hanno effettuato un’analisi su 111 società europee, andando a selezionare quelle per le quali era disponibile un rating di sostenibilità, ossia un voto assegnato da un’apposita società di rating rispetto all’impegno di tali organizzazioni per il rispetto dell’ambiente, degli aspetti sociali e per un’adeguata governance rispettosa degli interessi di tutti i portatori di interesse. Quindi hanno valutato la relazione tra il rating sostenibile di queste aziende con le loro performance economiche, e specificamente il trend dei titoli azionari nel periodo 2005-11. Lo studio ha riscontrato una diretta connessione positiva fra le variabili di responsabilità sociale d’impresa e i risultati economico-finanziari delle aziende analizzate. Tuttavia, è importante notare che tale relazione è stata particolarmente forte rispetto alla variabile ambientale, per cui è emerso che tale fattore ha una forte incidenza nel determinare le performance economiche delle aziende, mentre risultati meno eclatanti possono essere evidenziati per la variabile sociale e quella di governance, dove una forte relazione tra investimento in tali fattori e performance economiche non è evincibile in modo chiaro e univoco.</p>
<p>“Per fare comprendere l’entità pratica di quanto convenga economicamente essere socialmente responsabili,” spiega Perrini, “si consideri che dal nostro studio emerge che investire nella variabile ambientale arreca un importante beneficio economico, per cui il presidio di tale variabile da parte delle aziende giustificherebbe una percentuale tra il 17% e il 23%,a seconda dello scenario analizzato, dell’extra-rendimento del prezzo azionario delle stesse aziende.”</p>
<p>Lo studio sarà pubblicato nel volume <em>Sustainable Value Creation: From a Country to a Corporate Perspective</em> di Emanuele Teti e Francesco Perrini (Egea, 2012).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.leadershipmagazine.it/2012/05/17/nuovi-indicatori-per-dare-maggior-valore-al-benessere-umano-e-sociale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le imprese migliorano la puntualità nei pagamenti, ma la ripresa dell&#8217;economia è ancora lontana</title>
		<link>http://www.leadershipmagazine.it/2012/05/15/le-imprese-migliorano-la-puntualita-nei-pagamenti-ma-la-ripresa-delleconomia-e-ancora-lontana/</link>
		<comments>http://www.leadershipmagazine.it/2012/05/15/le-imprese-migliorano-la-puntualita-nei-pagamenti-ma-la-ripresa-delleconomia-e-ancora-lontana/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 May 2012 15:50:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca&Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cribis D&B]]></category>
		<category><![CDATA[studio pagamenti 2012]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.leadershipmagazine.it/?p=1072</guid>
		<description><![CDATA[Una forte attenzione ai crediti, che ha richiesto anche concreti investimenti da parte delle imprese, oltre all’allungamento dei tempi concordati hanno influito positivamente sulla puntualità dei pagamenti, che dopo il record negativo del 2010 ha visto risalire a quota 45,7% il numero delle imprese virtuose, in aumento di 8,2 punti percentuali rispetto al dato rilevato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una forte attenzione ai crediti, che ha richiesto anche concreti investimenti da parte delle imprese, oltre all’allungamento dei tempi concordati hanno influito positivamente sulla puntualità dei pagamenti, che dopo il record negativo del 2010 ha visto risalire a quota 45,7% il numero delle imprese virtuose, in aumento di 8,2 punti percentuali rispetto al dato rilevato nell’anno precedente. Il dato emerge dallo Studio Pagamenti 2012 presentato da Cribis D&amp;B. la società del Gruppo CRIF specializzata nelle business information, che ha analizzato i comportamenti di pagamento delle imprese di 19 Paesi nel mondo (oltre all&#8217;Italia, Stati Uniti, Canada, Messico, Cina, Taiwan, Hong Kong, Belgio, Olanda, Germania, Francia, Regno Unito, Spagna, Portogallo, Polonia, Svizzera, Austria, Slovenia e Ungheria). Le principali Fonti informative utlizzate sono i dati sui pagamenti provenienti dal Programma CRIBIS iTRADE e dal D&amp;B Paydex per l’Italia e dal programma DUNTRADE del D&amp;B Worldwide Network per gli altri Paesi.</p>
<p><span id="more-1072"></span></p>
<p>Nonostante il dato positivo, non si può assolutamente parlare di un segnale di ripresa dell’economia: il panorama è ancora fortemente disomogeneo, persistono situazioni di difficoltà, in particolare nei settori dell’edilizia, dell’industria e produzione e del commercio all&#8217;ingrosso.</p>
<p>“Nel 2011 i comportamenti di pagamento delle imprese mostrano un miglioramento rispetto al 2010: la classe di pagamento puntuale raggiunge infatti il 45,7% del totale mentre nel 2010 si era fermata al 37,5%. Questo miglioramento, comunque, non è stato sufficiente per avvicinarsi ai livelli pre-crisi del 2007, quando le imprese che pagavano puntualmente erano oltre il 50% del totale – afferma Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS D&amp;B -. Questi dati, però, non devono trarre in inganno e vanno letti, per così dire, in controluce, al fine di comprendere correttamente le dinamiche sottostanti, purtroppo non tutte positive. Infatti, oltre ad essere determinato da comportamenti eterogenei (in funzione delle dimensione aziendale o del settore di appartenenza), una parte di questo miglioramento indubbiamente è dovuta anche al fatto che il ritardo si è ‘istituzionalizzato’, cioè è stato incorporato nei termini di pagamento definiti contrattualmente tra le parti”.</p>
<p>A questo riguardo, da una ricerca qualitativa realizzata da CRIBIS D&amp;B nel mese di marzo 2012 su un campione di oltre 500 credit manager italiani risulta infatti che oltre il 90% degli intervistati ha ricevuto richieste di allungare i termini di pagamento mentre il 62% degli intervistati ha individuato proprio nella richiesta di allungamento dei termini una delle maggiori problematiche che la sua azienda ha dovuto affrontare nell’ultimo anno. L’istituzionalizzazione del ritardo, quindi, risulta essere un aspetto decisamente critico, specie se si considera che sarà difficile per il fornitore, una volta concessi termini di pagamento più lunghi, potere tornare in futuro su termini più brevi.</p>
<p>Come da diversi anni a questa parte, sono le micro imprese (le più numerose in Italia) a distinguersi per un comportamento più virtuoso ed equilibrato nella gestione delle transazioni commerciali entro i termini pattuiti: per queste la percentuale di pagamento regolare è pari al 48,3%, mentre il pagamento non puntuale si concentra nelle classi di ritardo più limitato, “fino a 30 giorni” (45,4%) e “tra 30 e 60 giorni” (3,8%).</p>
<p>Le piccole imprese, invece, tendono a pagare con un ritardo medio compreso fra 1 e 30 giorni oltre il termine concordato (55,7% del totale), a discapito del pagamento puntuale (in questo caso la quota è del 38,8%).</p>
<p>Maglia nera, invece, per le medie e le grandi imprese (meno numerose ma con maggiori volumi di forniture): il pagamento regolare è fortemente ridotto (25,1% del totale per le prime e solo 13,1% per le seconde), a fronte di una percentuale di pagamenti con un ritardo medio inferiore ai 30 giorni superiore al 70% dei casi per le medie e all&#8217;82% per le grandi imprese. In compenso, solo lo 0,5% di queste ultime paga con un ritardo superiore ai 90 giorni medi, contro lo 0,8% rilevato a livello nazionale e l’1% delle micro imprese.</p>
<p>In relazione ai macrosettori di riferimento, le migliori performance di pagamento spettano all’Agricoltura, con il 54,7% di imprese che salda i propri fornitori entro i tempi prerstabliti, e ai Servizi finanziari, con una quota del 52,5%.</p>
<p>Al contrario, l’Edilizia, l’Industria e produzione, il Commercio all’ingrosso e i Trasporti si contraddistinguono per comportamenti più problematici.</p>
<p>Nelle regioni del Nord la buona performance  complessiva  è testimoniata dalle migliori percentuali di pagamento puntuale (51,9% per il Nord Est e 48,3% per il Nord Ovest) e dal numero contenuto dei casi in cui il ritardo medio supera i 60 giorni (non superiore all’1,6% del totale). Il Centro si colloca in una posizione intermedia, con il 43,4% di imprese che pagano rispettando i termini pattuiti. Decisamente peggiore è la situazione nel Sud e nelle Isole, dove la percentuale di pagamenti regolari è pari al 36,6%, con un divario rispetto al livello medio nazionale di oltre 9 punti percentuali, mentre il 53,9% del totale si concentra nella classe di ritardo “fino a 30 giorni” e il 5,8% in quella compresa tra “30 e 60 giorni”. Il ritardo oltre i 60 giorni medi interessa, invece, il 3,7% delle aziende meridionali e insulari (1,4% oltre i 90 giorni medi).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.leadershipmagazine.it/2012/05/15/le-imprese-migliorano-la-puntualita-nei-pagamenti-ma-la-ripresa-delleconomia-e-ancora-lontana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Spesi 1,3 miliardi di euro per l’ICT in Sanità, ma l’innovazione tecnologica è ancora da rilanciare</title>
		<link>http://www.leadershipmagazine.it/2012/05/14/spesi-13-miliardi-di-euro-per-l%e2%80%99ict-in-sanita-ma-l%e2%80%99innovazione-tecnologica-e-ancora-da-rilanciare/</link>
		<comments>http://www.leadershipmagazine.it/2012/05/14/spesi-13-miliardi-di-euro-per-l%e2%80%99ict-in-sanita-ma-l%e2%80%99innovazione-tecnologica-e-ancora-da-rilanciare/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 09:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca&Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[ICT in Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Mariano Corso]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatori Politecnico Milano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.leadershipmagazine.it/?p=1067</guid>
		<description><![CDATA[Sono stati recentemente presentati i risultati dell’Oservatorio ICT in Sanità, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano con il contributo dell’ICT Institute del Politecnico di Milano e in collaborazione con Senaf/Exposanità. Ne emerge che ammonta a 1,3 miliardi di Euro, pari a circa l’1,1% della spesa sanitaria pubblica, la spesa complessiva in ICT [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stati recentemente presentati i risultati dell’Oservatorio ICT in Sanità, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano con il contributo dell’ICT Institute del Politecnico di Milano e in collaborazione con Senaf/Exposanità. Ne emerge che ammonta a 1,3 miliardi di Euro, pari a circa l’1,1% della spesa sanitaria pubblica, la spesa complessiva in ICT per la Sanità in Italia, sostenuta da strutture sanitarie, Regioni, Ministero della Salute e Medici di Medicina Generale.  La spesa ICT procapite in Italia è dunque pari a 22 € per abitante: un valore ridotto, se si considerano altri Paesi con Sistemi Sanitari confrontabili.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-1068" title="Mariano Corso" src="http://www.leadershipmagazine.it/prova/wp-content/uploads/2012/05/mariano-corso.jpeg" alt="" width="200" height="227" /></p>
<p>La Ricerca 2012 si è basata su un’analisi empirica che, attraverso survey e studi di caso, ha coinvolto oltre 350 tra CIO, Direttori Generali, Direttori Amministrativi, Direttori Sanitari, referenti regionali e, grazie alla collaborazione con Doxapharma e la FIMMG, 637 Medici di Medicina Generale e 1001 Cittadini, statisticamente rappresentativi della popolazione italiana.</p>
<p><span id="more-1067"></span></p>
<p>Confrontando nazioni simili all’Italia per dimensioni e abitanti infatti queste dedicano all’ICT in Sanità quote intorno all’1,5% della spesa sanitaria pubblica (la Germania arriva a 36 € per abitante e la Francia a 40 €) o addirittura superiori al 2%, come accade per la Gran Bretagna, che con quasi 60 € per abitante si posiziona allo stesso livello dei Paesi di riferimento del Nord Europa, tra cui spiccano in particolare Svezia (63 € di spesa ICT per abitante) e Danimarca (oltre 70 € per abitante).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 70% della spesa ICT in Sanità in Italia, pari a 910 milioni di Euro, è effettuato a livello di strutture sanitarie, che hanno visto nell’ultimo anno una riduzione dei propri budget ICT rispetto alle analoghe stime effettuate nel 2010 (920 milioni di Euro). A fronte della sostanziale stabilità della spesa corrente, tale riduzione è principalmente legata a una contrazione degli investimenti ICT. Anche per i prossimi tre anni le previsioni, da parte delle strutture sanitarie, indicano una tendenza allo stallo o alla contrazione: il 49% del campione prevede infatti una diminuzione degli investimenti ICT (che nell’8% dei casi si ridurranno di oltre il 40% rispetto al 2011). In termini di tipologie di costi ICT, la prima voce di spesa per le strutture sanitarie è relativa all’acquisto di servizi ICT (54%), pari a 491 milioni di Euro, seguita dal costo del personale ICT, che nel 2011 è stato pari a 191 milioni di Euro. Le spese in acquisti software e hardware corrispondono rispettivamente al 12% e al 13% del budget ICT complessivo delle strutture sanitarie.</p>
<p>Il 23% della spesa ICT complessiva in Sanità è sostenuto direttamente dalle Regioni (escludendo eventuali finanziamenti alle strutture sanitarie). Nel 2012, infatti, considerando le quote per nuovi progetti e per il funzionamento e la manutenzione dei sistemi, tale spesa è stimabile in circa 300 milioni di Euro. I maggiori progetti promossi direttamente dalle Regioni riguardano soprattutto gli aspetti legati allo sviluppo dell’infrastruttura di rete e dei sistemi di integrazione tra i diversi attori a livello regionale (ad esempio il SISS in Lombardia e la rete SOLE in Emilia Romagna) e all’erogazione di servizi di base centralizzati alle strutture sanitarie (ad esempio la creazione della Nuova Anagrafe Assistiti, realizzata dalla Regione Sicilia).</p>
<p>Per quanto riguarda la spesa effettuata dai Medici di Medicina Generale (MMG) per gli acquisti di servizi e sistemi ICT (con l’esclusione delle apparecchiature biomedicali), le proiezioni realizzate sui dati raccolti indicano un volume pari a 70,2 milioni di Euro nel 2011 e a 70,9 milioni di Euro nel 2012, con una variazione quindi trascurabile e un valor medio piuttosto contenuto che si attesta intorno a 1.500 € per ogni MMG.</p>
<p>Il Ministero della Salute, infine, prevede una spesa per la gestione delle attività di funzionamento dei sistemi ICT di propria competenza di circa 12 milioni di Euro nel 2011, dimezzando quindi il budget rispetto a quanto speso nel 2010 e riducendo ancora nel 2012 le spese del 13%.</p>
<p><em>“</em>L’ICT per la Sanità non è una semplice voce di spesa, ma può rappresentare una delle principali leve di intervento su cui è possibile agire per incrementare sia la qualità dei servizi che la loro efficienza e sostenibilità economica – dichiara Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell&#8217;Osservatorio ICT in Sanità &#8211; Proprio mentre si richiede uno sforzo per migliorare le prestazioni del sistema, gli investimenti in ICT rischiano di subire un rallentamento, se non delle vere e proprie frenate dovute a esigenze finanziarie di breve periodo. Il pericolo è che il taglio degli investimenti in quelle che rientrano ormai tra le principali tecnologie abilitanti del sistema si traduca in una progressiva perdita di efficacia del servizio sanitario che, a sua volta, può portare a maggiori costi e minori risorse disponibili, rischiando di far avvitare il sistema in una sorta di circolo vizioso con un progressivo deterioramento della qualità e della competitività delle prestazioni. È urgente scongiurarlo o invertirlo, creando invece un circolo virtuoso basato sull’innovazione: investimenti efficaci per portare maggiore qualità e minori costi, recuperando  così nuove risorse per rendere migliore e più sostenibile il Sistema Sanitario”.</p>
<p>“Per uscire dal &#8220;circolo vizioso&#8221;, che rischia di indebolire i Sistemi Sanitari di molte Regioni, occorrono provvedimenti significativi che agiscano incentivando e sostenendo una spesa mirata in innovazione, accompagnata da misure che ne facilitino il coordinamento, la condivisione e l&#8217;ottimizzazione &#8211; prosegue Mariano Corso – Per rendere quest&#8217;azione compatibile con la contrazione delle risorse complessivamente disponibili, occorre partire dalla formulazione di piani organici di sviluppo che identifichino le priorità, favoriscano sinergie nell’impiego delle risorse e definiscano un sistema di monitoraggio e controllo che verifichi e incentivi l’utilizzo efficace delle risorse”.</p>
<p>“In questo percorso l’ICT può passare da strumento di recupero di efficienza locale a leva sistemica, in grado di accelerare l&#8217;evoluzione verso l’innovazione e la sostenibilità del Sistema Sanitario – conclude Corso &#8211; Attivare il &#8220;circolo virtuoso&#8221; dell’innovazione ICT può portare, a fronte di investimenti tutto sommato contenuti, a un impiego sempre più efficace delle risorse a disposizione, contribuendo allo sviluppo sociale ed economico e al rilancio stesso del nostro Paese”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.leadershipmagazine.it/2012/05/14/spesi-13-miliardi-di-euro-per-l%e2%80%99ict-in-sanita-ma-l%e2%80%99innovazione-tecnologica-e-ancora-da-rilanciare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il 24, 25 e 26 maggio appuntamento a Barberino di Mugello per il corso Renaissance Management</title>
		<link>http://www.leadershipmagazine.it/2012/05/04/il-24-25-e-26-maggio-appuntamento-a-barberino-di-mugello-per-il-corso-renaissance-management/</link>
		<comments>http://www.leadershipmagazine.it/2012/05/04/il-24-25-e-26-maggio-appuntamento-a-barberino-di-mugello-per-il-corso-renaissance-management/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 May 2012 08:54:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca&Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Asset Management]]></category>
		<category><![CDATA[Gi Group]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.leadershipmagazine.it/?p=1065</guid>
		<description><![CDATA[Asset Management, società specializzata nella consulenza di direzione entrata  da poco a far parte di Gi Group, la prima multinazionale italiana del lavoro, presenta, infatti, nell’ambito degli Excellence Programs il nuovo corso “Renaissance Management, positive leaders in action” destinato ad Executive e Top Manager che prendono decisioni strategiche in merito a politiche di gestione delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Asset Management, società specializzata nella consulenza di direzione entrata  da poco a far parte di Gi Group, la prima multinazionale italiana del lavoro, presenta, infatti, nell’ambito degli Excellence Programs il nuovo corso “<em>Renaissance Management, positive leaders in action”</em> destinato ad Executive e Top Manager che prendono decisioni strategiche in merito a politiche di gestione delle risorse umane, clima e cultura organizzativa, organizzazione, processi e policies aziendali.</p>
<p>L’appuntamento è per il 24, 25 e 26 maggio a Barberino di Mugello (FI).</p>
<p><span id="more-1065"></span></p>
<p>Utilizzando il Rinascimento Italiano ed i suoi maestri come metafora di riferimento il corso “<em>Renaissance Management, positive leaders in action”</em> esplorerà la capacità umana di esprimere positività, costruire una leadership positiva e trasmetterla agli altri presentando e discutendo gli ultimi sviluppi scientifici sul tema della managerialità ed i fattori chiave per la costruzione di organizzazioni ad alto potenziale di innovazione.</p>
<p>“Per uscire dalla crisi al nostro Paese e alle sue realtà imprenditoriali servono oggi le stesse energie che nell’Italia del ‘400 hanno portato al Rinascimento, uno dei momenti più creativi nella storia dell’umanità – precisa Gianluca Fioravanti, Amministratore delegato di Asset Management –; partendo da questa tesi negli scorsi mesi un team di consulenti internazionali coordinato da Excellence Programs ha lavorato per mettere a sistema le più recenti scoperte scientifiche sul tema. Il risultato è questo nuovo e stimolante corso tenuto da docenti delle più prestigiose università mondiali che ci auguriamo raccolga un entusiasmante riscontro come l’“Architecting the Future Enterprise” del Massachusetts Institute of Technology”.</p>
<p>Durante il corso i partecipanti saranno introdotti ai concetti fondamentali correlati alla creazione di organizzazione ad alto potenziale di innovazione.</p>
<p>Il programma si svilupperà nell’arco di tre giornate di lavoro e si articolerà intorno a 4 lectures principali:</p>
<p>1. Renaissance Management: positive leaders in action: il nuovo modello manageriale per lo sviluppo del potenziale creativo delle organizzazioni</p>
<p>2. Positivity: l&#8217;elemento fondamentale per prevedere il successo personale e professionale.</p>
<p>3. Positive Communication: le tecniche fondamentali per il People Engagement e la diffusione della Positivity nell’azienda.</p>
<p>4.Organizational Potential Development: le prassi e o modelli operativi per sviluppare al massimo il potenziale di positività della propria organizzazione.</p>
<p>I docenti del corso saranno<strong> </strong>Patricia Franklin, che<strong> </strong>dirige programmi di formazione innovativi dedicati a Top Manager  di tutto il mondo e attualmente collabora con The Economist ricoprendo il ruolo di  Program Director e di progettista; Peter James<strong> </strong>Meyers<strong>, </strong>Fondatore e CEO di<strong> </strong>StandandDeliverGroup<strong>, </strong>che opera come Executive Coach e Trainer sui temi della leadership<strong>  </strong>e della comunicazione efficace  per le più importanti aziende statunitensi e mondiali; infine Gian Vittorio Caprara<strong>, </strong>uno dei maggiori esperti mondiali di Psicologia della Personalità, membro della American Psychological Association, che è stato presidente della European Association of Personality Psychology e Preside della Facoltà di Psicologia dell’Università di Roma.</p>
<p>Per informazioni basta chiamare i seguenti numeri:  06 59 35 74 24 &#8211; 02 44 41 12 02 o visitare il sito <a href="http://www.assetmgmt.it/ep/renaissance">www.assetmgmt.it/ep/renaissance</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.leadershipmagazine.it/2012/05/04/il-24-25-e-26-maggio-appuntamento-a-barberino-di-mugello-per-il-corso-renaissance-management/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Una holding in famiglia paga, soprattutto se il gruppo è semplice</title>
		<link>http://www.leadershipmagazine.it/2012/05/03/una-holding-in-famiglia-paga-soprattutto-se-il-gruppo-e-semplice/</link>
		<comments>http://www.leadershipmagazine.it/2012/05/03/una-holding-in-famiglia-paga-soprattutto-se-il-gruppo-e-semplice/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 May 2012 10:11:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca&Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Bocconi]]></category>
		<category><![CDATA[holding]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.leadershipmagazine.it/?p=1063</guid>
		<description><![CDATA[Secondo una ricerca della Cattedra AIdAF-Alberto Falck della Bocconi in collaborazione con Ernst &#38; Young, Le aziende familiari controllate da una holding hanno una maggiore reddtività, soprattutto se il gruppo è semplice. Negli ultimi dieci anni la quota di aziende familiari di medie e grandi dimensioni (con un fatturato di almeno 50 milioni di euro) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo una ricerca della Cattedra AIdAF-Alberto Falck della Bocconi in collaborazione con Ernst &amp; Young, Le aziende familiari controllate da una holding hanno una maggiore reddtività, soprattutto se il gruppo è semplice.</p>
<p><span id="more-1063"></span></p>
<p>Negli ultimi dieci anni la quota di aziende familiari di medie e grandi dimensioni (con un fatturato di almeno 50 milioni di euro) controllate da una holding è aumentata dal 32% al 38%, sulla spinta dei vantaggi in termini di redditività (il roe delle aziende controllate è del 5,4%, contro il 4,5% delle altre) e di capacità di rimborso del debito (il rapporto Pfn/Ebitda è di 6,6, contro 5,6), anche se tale soluzione si traduce in una crescita più lenta (fatto 100 il fatturato del 2006, nel 2009 le aziende controllate da una holding si attestavano a 103, contro il 106 delle altre).</p>
<p>A rilevarlo è la ricerca <em>Le holding dei gruppi italiani a controllo familiare</em>, di Guido Corbetta, Alessandro Zattoni e Fabio Quarato della Cattedra AIdAF-Alberto Falck di Strategia delle aziende familiari della Bocconi in collaborazione con Ernst &amp; Young. La ricerca analizza tutte le aziende familiari italiane con fatturato superiore ai 50 milioni di euro, utilizzando il database dell’Osservatorio AUB.</p>
<p>Ad avere i risultati migliori sono le strutture più semplici, ovvero quelle che registrano la catena di controllo più corta (un solo livello: la holding controlla direttamente la capogruppo industriale) e, tra queste, quelle in cui la holding svolge attività più limitata, senza aggravi di costi e duplicazioni di strutture spesso già presenti nelle società controllate. Non è un caso, allora, che la catena di controllo a un solo livello interessi il 74,3% delle società, quella a due livelli il 22,5% e solo il 3,2% faccia parte di gruppi con tre o più livelli.</p>
<p>Le holding ad attività più ridotta sono quelle patrimoniali (poste al vertice del gruppo nell’82,8% dei casi), che si limitano ad acquistare e vendere partecipazioni, spesso in totale assenza di dipendenti), mentre le holding finanziarie (poste al vertice del gruppo nel 17,2% dei casi) sono dotate di strutture proprie, condizionano l’attività di investimento e finanziamento delle aziende controllate e offrono loro alcuni servizi. La catena di controllo può essere allungata da holding di partecipazione che, come quelle patrimoniali, si limitano a detenere partecipazioni finanziarie, ma sono poste al di sotto delle holding di vertice. Le holding industriali sono invece<strong> </strong>capogruppo che svolgono attività imprenditoriale e di indirizzo strategico nei confronti delle società del gruppo attraverso strutture accentrate di pianificazione strategica e di controllo.</p>
<p>La forma giuridica prevalente delle holding di vertice è quella della società per azioni (41,9% dei casi), seguita dalla società a responsabilità limitata (34,2%); più distanziate la società di persone (5,9%) e la società in accomandita per azioni (4,7%), mentre rimane piuttosto diffusa, nonostante la tendenza alla riduzione che caratterizza gli ultimi anni, la società di diritto estero (13,2%).</p>
<p>Un approfondimento sui 49 gruppi industriali di maggiori dimensioni (fatturato superiore al miliardo di euro) evidenzia una netta tendenza alla riduzione delle attività e della lunghezza della catena di controllo. Tra il 2006 e il 2010 i dipendenti medi delle holding di vertice di questi gruppi sono passati da 114 a 48 e i ricavi delle holding da 40,9 a 15,8 milioni di euro.</p>
<p>“La ricerca conferma che la funzione principale delle holding rimane quella di controllo”, afferma Zattoni, uno degli autori. “Non servono a favorire l’ingresso in nuovi business, dato che nel 57% dei casi i gruppi sono addirittura monobusiness. Sono proprio le holding a vedere più spesso un familiare nel ruolo di vertice, in circa i tre quarti dei casi. Questo leader è spesso anche il leader della società caposettore. Il controllo si esplica, soprattutto, attraverso la presenza nel consiglio di amministrazione. Basti pensare che nel 60% dei casi almeno un terzo del cda della caposettore è rappresentato da consiglieri della holding e nel 39% dei casi lo è più di metà del cda”.</p>
<p>&#8220;Non necessariamente la struttura complessa”, aggiunge Paolo Zocchi, partner Ernst &amp; Young e Family Business Center of Excellence Leader per ltalia, Spagna e Portogallo, “è sinonimo di prestazioni migliori in particolare per i gruppi di medie dimensioni. La ricerca mostra i come in molti casi strutture di gruppi semplici possano generare performance (sia in termini di crescita dei ricavi che di redditività) più elevate forse perché più flessibili e reattive e quindi più veloci nell&#8217;adeguarsi alle mutevoli condizioni di mercato. Solo nella misurazione delle performance legate all&#8217;indebitamento i gruppi articolati e/o complessi sono in grado di raggiungere risultati superiori alla media sfruttando al meglio tutte le sinergie della propria organizzazione”.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.leadershipmagazine.it/2012/05/03/una-holding-in-famiglia-paga-soprattutto-se-il-gruppo-e-semplice/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sciallino riprende il largo affiancato da Carlo Bassi</title>
		<link>http://www.leadershipmagazine.it/2012/05/02/sciallino-riprende-il-largo-affiancato-da-carlo-bassi/</link>
		<comments>http://www.leadershipmagazine.it/2012/05/02/sciallino-riprende-il-largo-affiancato-da-carlo-bassi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 May 2012 13:43:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume&Società]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Bassi]]></category>
		<category><![CDATA[Sciallino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.leadershipmagazine.it/?p=1057</guid>
		<description><![CDATA[Sciallino (www.sciallino.it), storico marchio della cantieristica navale italiana conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, è di nuovo protagonista sotto la guida della nuova compagine societaria che vede, accanto alla famiglia Sciallino, il manager milanese e azionista Carlo Bassi. Il rilancio coincide con Lupo di Mare, il tradizionale evento dedicato a tutti coloro che amano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sciallino (www.sciallino.it), storico marchio della cantieristica navale italiana conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, è di nuovo protagonista sotto la guida della nuova compagine societaria che vede, accanto alla famiglia Sciallino, il manager milanese e azionista Carlo Bassi. Il rilancio coincide con <em>Lupo di Mare</em>, il tradizionale evento dedicato a tutti coloro che amano il mare, che si svolge a Marina di Loano (SV) – in collaborazione con Borile Motorcycles e Marina di Loano – che si è svolto sabato 28 e domenica 29 aprile 2012.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-1058" title="Sciallino_S34fisherman" src="http://www.leadershipmagazine.it/prova/wp-content/uploads/2012/05/Sciallino_S34fisherman-300x228.jpg" alt="" width="300" height="228" /></p>
<p>Sciallino, che affiancherà all’eccellenza della qualità del prodotto che lo ha reso famoso in tutto il mondo investimenti e competenze nell’ambito della comunicazione e del marketing, annuncia una compatta rete commerciale, mediante l’incentivazione economica dei propri concessionari sul territorio nazionale e all’estero, affinché si facciano realmente promotori del marchio Sciallino.</p>
<p><span id="more-1057"></span></p>
<p>È prevista l’organizzazione di eventi in partnership in Sicilia, Puglia, Croazia e Turchia. Oggigiorno la clientela rivolge particolare attenzione ai costi e l’unico modo per vendere è quello di andare incontro al cliente, offrendo servizi e promozioni vantaggiosi in termini di rimessaggio e di vendita dell’usato – anche se non di marchio Sciallino – e proporre un pacchetto di servizi con il nome di <em>Sciallino Amico</em>.</p>
<p>In occasione dell’evento <em>Lupo di Mare</em>, Carlo Bassi ha presentato le nuove soluzioni che identificheranno i modelli Sciallino in: Family, Classic ed Elegance, una nuova politica dei prezzi che – pur mantenendo lo storico livello di qualità e originalità Sciallino – consentirà a un nuovo pubblico e agli amanti del mare di avvicinarsi alle barche Sciallino, permettendo di offrire, ad esempio, lo storico <em>“25” </em>a un prezzo inferiore ai 100mila euro.</p>
<p>Carlo Bassi, manager e azionista di Sciallino, spiega le premesse dell’operazione: “È un’intesa nata dal fatto che la storia, il patrimonio e le barche di questa azienda sono ampiamente considerati a livello internazionale. Basti pensare che il sito web ha fatto registrare, solo nell’ultimo mese, 130mila contatti di cui il 60% dall’estero. Sciallino è uno di quei marchi funzionali al territorio, con la professionalità e l’abilità nel realizzare i propri prodotti: l’eccellenza della manifattura italiana. È necessario pensare un’impresa rinnovata nella strategia di marketing e nell’organizzazione, con la presenza della famiglia, importante depositaria di know how ed esperienza che sono difficili da rintracciare altrove: è un po’ come acquisire la Ferrari con Enzo Ferrari ancora operativo. Inoltre, si tratta di un’impresa dal marchio celebrato che, per la sua reputazione e credibilità, ha tutte le condizioni per essere considerata sana. Non si tratta solo di numeri, ma di prospettive. Il nostro obiettivo è quello di valorizzare l’azienda, preservando il suo patrimonio e salvaguardando le professionalità che ci sono dietro. Dobbiamo puntare sulla nostra territorialità e le competenze che contiene, è vero però che il territorio deve aprirsi al mondo. Il nostro scopo è anche quello di potenziare il marketing verso i Paesi esteri”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.leadershipmagazine.it/2012/05/02/sciallino-riprende-il-largo-affiancato-da-carlo-bassi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Edizione da record per il Salone del Risparmio 2012: 11.700 visitatori, 300 relatori e 1600 studenti</title>
		<link>http://www.leadershipmagazine.it/2012/04/27/edizione-da-record-per-il-salone-del-risparmio-2012-11-700-visitatori-300-relatori-e-1600-studenti/</link>
		<comments>http://www.leadershipmagazine.it/2012/04/27/edizione-da-record-per-il-salone-del-risparmio-2012-11-700-visitatori-300-relatori-e-1600-studenti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 08:58:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[salone del risparmio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.leadershipmagazine.it/?p=1052</guid>
		<description><![CDATA[Si è conclusa venerdì 20 aprile a Milano l’edizione 2012 del Salone del Risparmio. Sono stati 11.700 i visitatori delle tre giornate del Salone, la manifestazione organizzata da Assogestioni, in collaborazione con le principali associazioni del settore, che la scorsa settimana ha messo a confronto i professionisti del settore con gli esperti del mercato, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è conclusa venerdì 20 aprile a Milano l’edizione 2012 del Salone del Risparmio. Sono stati 11.700 i visitatori delle tre giornate del Salone, la manifestazione organizzata da Assogestioni, in collaborazione con le principali associazioni del settore, che la scorsa settimana ha messo a confronto i professionisti del settore con gli esperti del mercato, con i gestori, con rappresentanti delle istituzioni, dell’accademia e dei media intorno al tema “Risparmio, tra stabilità e crescita”. L’evento si conferma così un momento importante di incontro e di analisi dello scenario di riferimento per il settore del risparmio gestito in Italia.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-1053" title="image001" src="http://www.leadershipmagazine.it/prova/wp-content/uploads/2012/04/image001.jpg" alt="" width="103" height="20" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-1052"></span></p>
<p>Secondo i dati rilevati dal sondaggio condotto da GFK-Eurisko durante la manifestazione, oltre il 90% dei partecipanti esprime un giudizio positivo sulla manifestazione e la maggior parte di loro la giudica migliore dell’edizione precedente. Il 35% di questi si dichiara intenzionato a consigliare a colleghi e amici la partecipazione alla prossima edizione. Un dato estremamente positivo per gli italiani, generalmente refrattari a questo genere di comportamento. Secondo il sondaggio, quindi, il Salone verrebbe consigliato non solo molto più di qualsiasi altro prodotto o servizio finanziario, ma tanto quanto l’hi-tech, il settore in assoluto più caldeggiato dagli italiani.</p>
<p>In totale sono stati 11.700 i visitatori durante la tre giorni (nel 2011 erano stati 9.000), 23.000 gli iscritti alla newsletter e 117.000 le visite al sito <a href="http://www.salonedelrisparmio.com/">www.salonedelrisparmio.com</a>. Nel dettaglio le rilevazioni effettuate grazie al software di registrazione dei partecipanti mostrano una crescente attenzione verso il Salone da parte degli addetti ai lavori (8.500 visite in 3 giorni), ma anche una presenza di cittadini nella terza giornata, quella a loro dedicata (circa 3.000, di cui 1600 studenti).  Tra gli addetti ai lavori i rappresentanti di reti di promotori e consulenti indipendenti sono oltre il 50% dei partecipanti (fonte dati sondaggio GFK-Eurisko). Il 38% è rappresentato invece da dipendenti di banche e assicurazioni, 7% sono i gestori e il restante 5% è attribuibile a una categoria mista.</p>
<p>Come ogni anno, anche in questa edizione i contenuti divulgati nel corso degli incontri, i seminari e i corsi di formazione sono ciò che maggiormente ha indotto i partecipanti a visitare il Salone. Ad affermarlo sono il 55% degli addetti ai lavori e il 47% dei risparmiatori (fonte sondaggio GFK-Eurisko condotto nell’ambito della manifestazione). Secondo i primi, poi, il Salone è interessante anche per tenersi aggiornati professionalmente (51%) e per incontrare altri professionisti (41%). I risparmiatori, invece, hanno visitato il Salone per ottenere dei chiarimenti sulle questioni economiche di attualità e per approfondire alcuni temi di cui avevano solo un’idea generale (41%).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.leadershipmagazine.it/2012/04/27/edizione-da-record-per-il-salone-del-risparmio-2012-11-700-visitatori-300-relatori-e-1600-studenti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Aste online con smartphone e tablet. Un nuovo sistema di gestione fa competere in tempo reale utenti in sala con altri collegati via internet</title>
		<link>http://www.leadershipmagazine.it/2012/04/26/aste-online-con-smartphone-e-tablet-un-nuovo-sistema-di-gestione-fa-competere-in-tempo-reale-utenti-in-sala-con-altri-collegati-via-internet/</link>
		<comments>http://www.leadershipmagazine.it/2012/04/26/aste-online-con-smartphone-e-tablet-un-nuovo-sistema-di-gestione-fa-competere-in-tempo-reale-utenti-in-sala-con-altri-collegati-via-internet/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 13:27:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[aste online]]></category>
		<category><![CDATA[Zero Auction System]]></category>
		<category><![CDATA[Zero Computing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.leadershipmagazine.it/?p=1049</guid>
		<description><![CDATA[Il banditore in sala lancia la quotazione iniziale, dal pubblico partono le prime offerte per alzata di mano, ma arriva subito il rilancio di un utente collegato dal computer di casa a Milano. Ecco allora le contro-offerte in sala, a cui rispondono in tempo reale un utente collegato via tablet dall&#8217;aeroporto di Hong Kong ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il banditore in sala lancia la quotazione iniziale, dal pubblico partono le prime offerte per alzata di mano, ma arriva subito il rilancio di un utente collegato dal computer di casa a Milano. Ecco allora le contro-offerte in sala, a cui rispondono in tempo reale un utente collegato via tablet dall&#8217;aeroporto di Hong Kong ed un altro connesso via smartphone da Dubai.</p>
<p>Tutto questo è possibile con <strong>Zero Auction System</strong>, il nuovo sistema di gestione di aste online realizzato da <strong>Zero Computing</strong>, che permette di far competere in tempo reale utenti in sala con altri sparsi per il mondo collegati via internet, anche tramite tablet o smartphone.</p>
<p><span id="more-1049"></span></p>
<p>L’avvento di internet ha trasformato anche il mondo delle aste da evento limitato nel tempo e nello spazio a mercato globale caratterizzato da prezzi dinamici. Zero Computing &#8211; impresa milanese che progetta, sviluppa e fornisce consulenza su soluzioni web e mobile per le aziende &#8211; ha messo a punto una tecnologia che permette di superare le tradizionali barriere spazio-temporali. Con <strong>Zero Auction System</strong> durante l&#8217;asta gli utenti registrati possono accedere alle pagine web per partecipare all&#8217;evento, osservando sul monitor gli oggetti in vendita e rilanciando le offerte in tempo reale.</p>
<p>Se un utente registrato non potesse partecipare in diretta, prima dell&#8217;inizio può lanciare delle offerte “absent bids” sui diversi lotti, che saranno messe in gioco automaticamente dal sistema al momento dello svolgimento dell&#8217;asta.</p>
<p><em>“Con Zero Auction System l&#8217;asta non è riservata al solo pubblico in sala </em>- spiega <strong>Massimo Santoli, presidente di Zero Computing</strong> &#8211; <em>Con estrema facilità, qualsiasi utente interessato all&#8217;acquisto può partecipare via internet anche con un dispositivo mobile e lanciare le proprie offerte esattamente come se fosse seduto in prima fila. G</em><em>razie ad un pannello di controllo intuitivo, con un semplice click è possibile inviare al sistema i rilanci, rimanendo sempre sincronizzati con i valori annunciati dal battitore</em><em>”.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.leadershipmagazine.it/2012/04/26/aste-online-con-smartphone-e-tablet-un-nuovo-sistema-di-gestione-fa-competere-in-tempo-reale-utenti-in-sala-con-altri-collegati-via-internet/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“Non €’ mai troppo tardi”, progetto di educazione finanziaria per gli over 65</title>
		<link>http://www.leadershipmagazine.it/2012/04/23/%e2%80%9cnon-e%e2%80%99-mai-troppo-tardi%e2%80%9d-progetto-di-educazione-finanziaria-per-gli-over-65/</link>
		<comments>http://www.leadershipmagazine.it/2012/04/23/%e2%80%9cnon-e%e2%80%99-mai-troppo-tardi%e2%80%9d-progetto-di-educazione-finanziaria-per-gli-over-65/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 10:28:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[salone del risparmio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.leadershipmagazine.it/?p=1044</guid>
		<description><![CDATA[E’ stato presentato al Salone del Risparmio 2012, manifestazione dedicata al risparmio gestito, il progetto “Non €’ mai troppo tardi… &#8211; Risparmi e investimenti visti dalla parte degli anziani”.  L’iniziativa è promossa da FeBaf e Upter Solidarietà ed è già partita con un progetto pilota a Roma e provincia, dove la platea potenziale di over [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ stato presentato al Salone del Risparmio 2012, manifestazione dedicata al risparmio gestito, il progetto “Non €’ mai troppo tardi… &#8211; Risparmi e investimenti visti dalla parte degli anziani”.<em>  </em>L’iniziativa è promossa da FeBaf e Upter Solidarietà ed è già partita con un progetto pilota a Roma e provincia, dove la platea potenziale di over 65 è di circa 500.000 persone.</p>
<p><span id="more-1044"></span></p>
<p>Nell’anno Europeo dell’Invecchiamento Attivo, “Non €’ mai troppo tardi” è una campagna di informazione sui temi bancari, assicurativi e del risparmio, che ha l’obiettivo di fornire elementi utili a far crescere tra gli over 65 una conoscenza adeguata dei servizi e di alcune regole che riguardano l’attività e i prodotti bancari, assicurativi e di gestione del risparmio.</p>
<p>Nel nostro Paese la percentuale degli over 65 diviene sempre più centrale all’interno delle famiglie e dell’economia domestica, così aumentano i fabbisogni di formazione e informazione nel campo del risparmio di questa fascia della popolazione.</p>
<p>“Per questo motivo – ha commentato Silvano Miniati, Presidente di Upter Solidarietà &#8211; il progetto parte anche a Milano e in Lombardia, dove coordineremo gli sforzi comuni dell’Associazione diritti degli anziani Milano e Lombardia, dell’Ancescao e del Circolo Culturale Luigi Borroni”.</p>
<p>“Febaf promuove il progetto fin dalla sua fase sperimentale. – ha continuato Enrico Granata, Segretario Generale di FeBaf – E’ nostro interesse diffondere sul territorio formazione finanziaria di qualità, che aiuti concretamente gli anziani nei loro bisogni. A riguardo, mettiamo a punto il materiale informativo per i vari incontri, individuiamo i formatori e i tutor. Non solo. Organizziamo momenti di formazione dove i tutor crescono altri tutor, in modo da accrescere con proporzione geometrica la capacità di fuoco del progetto. Il numero di anziani è in costante aumento, serve, in tempi ragionevolmente brevi, incrementare la loro fiducia, riducendo la distanza tra clienti e operatori del settore”.</p>
<p>“La propensione al risparmio e la prudenza nell’investirlo – ha concluso l’On. Giorgio Benvenuto, Presidente della Fondazione Bruno Buozzi – sono caratteristiche note degli italiani, e certamente delle fasce più anziane della popolazione, che detengono la gran parte di questo risparmio. Ma la prudenza non deve diventare un non impiego del risparmio; ci vuole, piuttosto, maggior coscienza di come possa essere ben utilizzato. E’ la coscienza, alimentata da una maggiore alfabetizzazione finanziaria, che aiuta in primis a evitare i pericoli. Si vede tanto impiego poco oculato del risparmio (con investimenti in mercati opachi e non regolamentati, come l’acquisto di oro fisico), quando non vero e proprio sperpero: quanta ricchezza si perde nel gioco d’azzardo. L’educazione finanziaria, inoltre, può aiutare gli anziani a scegliere a quale intermediario affidarsi. Non è detto che l’interlocutore di sempre sia per forza il migliore. L’invito è a confrontare sempre più proposte, rivolgersi a più sportelli o promotori. Inoltre, merita di essere presa seriamente in considerazione la figura del consulente finanziario indipendente”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.leadershipmagazine.it/2012/04/23/%e2%80%9cnon-e%e2%80%99-mai-troppo-tardi%e2%80%9d-progetto-di-educazione-finanziaria-per-gli-over-65/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Salone del Risparmio apre oggi i battenti</title>
		<link>http://www.leadershipmagazine.it/2012/04/18/il-salone-del-risparmio-apre-oggi-i-battenti/</link>
		<comments>http://www.leadershipmagazine.it/2012/04/18/il-salone-del-risparmio-apre-oggi-i-battenti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 13:47:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.leadershipmagazine.it/?p=1041</guid>
		<description><![CDATA[Ha preso il via oggi, con oltre 3000 partecipanti, l’edizione 2012 del Salone del Risparmio, la manifestazione interamente dedicata al settore del risparmio gestito promossa da Assogestioni, l’Associazione Italiana dei gestori del risparmio. Il tema della manifestazione è: “Risparmio tra stabilità e crescita”. Nel corso della conferenza inaugurale, l’Onorevole Elsa Fornero, Ministro del Lavoro e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ha preso il via oggi, con oltre 3000 partecipanti, l’edizione 2012 del Salone del Risparmio, la manifestazione interamente dedicata al settore del risparmio gestito promossa da Assogestioni, l’Associazione Italiana dei gestori del risparmio. Il tema della manifestazione è: “Risparmio tra stabilità e crescita”.</p>
<p><span id="more-1041"></span></p>
<p>Nel corso della conferenza inaugurale, l’Onorevole Elsa Fornero, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha dichiarato: “E’ difficile parlare di risparmio quando il nostro Paese, a causa della non crescita, ha dovuto sacrificare i redditi da lavoro dipendente. A 20 anni dall&#8217;esordio in Italia della previdenza complementare e dal lancio dei primi fondi pensione, possiamo dire che le aspettative siano andate deluse. All&#8217;inizio c’è stato forse un eccesso di entusiasmo e i fondi pensione sono stati interpretati come la chiave di volta che avrebbe potuto curare i mali dell&#8217;economia italiana: un motore per l&#8217;investimento dei mercati finanziari, un toccasana per la popolazione che invecchia, una fonte stabile di capitali di rischio per gli investimenti delle imprese. Ma quelle prime norme hanno subito nel tempo molti rimaneggiamenti deludendo le aspettative dei cittadini. Anche per questo i giovani, che oggi hanno carriere precarie e spezzettate, si lasciano difficilmente convincere a versare un contributo aggiuntivo per costruirsi una pensione che vedono molto lontana e in cui non hanno più fiducia”.</p>
<p>Queste sfide toccano da vicino l’industria del risparmio gestito, che già da oggi ha mostrato un forte interesse alle tematiche affrontate al Salone del Risparmio.</p>
<p>Domenico Siniscalco, presidente di Assogestioni, aprendo i lavori, ha dichiarato: “Nell’attuale scenario di incertezza il risparmio ha un ruolo centrale di trasferimento al futuro del potere di acquisto. Considerando l’attuale scenario sono due i canali da migliorare all’interno della nostra economia: il primo è il canale Risparmio-investimento. Il nostro Paese ha un tasso di risparmio molto elevato che tuttavia non si incanala verso imprese e investimenti con ottica di lungo termine. Il secondo canale da spingere è quello tra risparmio e previdenza, che va favorito anche attraverso interventi legislativi che devono spingere i risparmiatori ad abbandonare gli investimenti fatti con un’ottica di breve termine a favore dell’investimento di lungo termine con fini previdenziali”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.leadershipmagazine.it/2012/04/18/il-salone-del-risparmio-apre-oggi-i-battenti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

