Fiat arriva al pieno controllo di Chrysler

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Sergio Marchionne ha messo a segno la prima vittoria del 2014. Fiat ha ottenuto il pieno controllo di Chrysler Group nell’ambito di un accordo da 4,35 miliardi di dollari che consente al Lingotto di rilevare la quota del 41,5% in mano al Veba, il fondo pensione del sindacato United Auto Workers. La cifra valuta il colosso di Detroit a poco più di 10 miliardi di dollari, ovvero all’interno della forchetta tra 9 e 12 miliardi che le banche avevano suggerito per l’Ipo, che a questo punto sarà cancellata.

La svolta nel lunghissimo braccio di ferro tra Sergio Marchionne e il maggiore sindacato americano del settore auto è arrivata nel primo giorno del 2014. Fiat ha raggiunto un accordo con il Veba, il fondo pensione dello United Auto Workers, per arrivare al pieno controllo di Chrysler Group, risolvendo in questo modo un’impasse che rischiava di mettere a repentaglio il futuro di entrambe le case automobilistiche. Il Lingotto pagherà dunque 4,35 miliardi di dollari (una cifra più bassa delle previsioni di alcuni analisti) per il 41,5% di Chrysler che ancora era in mano al Veba in virtù del maxi salvataggio del 2009. Una cifra di questo genere valuta il colosso di Detroit a poco più di 10 miliardi di dollari, ovvero all’interno della forchetta tra 9 e 12 miliardi che le banche avevano suggerito per l’Ipo, che a questo punto sarà cancellata. Il collocamento a Wall Street sarebbe stato necessario se Marchionne e il Veba non si fossero accordati sul valore dell’azienda, ma lo stesso amministratore delegato aveva espresso forti dubbi sull’operazione, che avrebbe ritardato se non addirittura messo in discussione i progetti di completa integrazione industriale e finanziaria delle due società necessaria per competere con più forza sul mercato globale. Nell’ambito dell’accordo Chrysler pagherà al Veba 1,9 miliardi come dividendo straordinario, mentre Fiat verserà 1,75 miliardi. Seguiranno altri quattro pagamenti da 175 milioni da parte di Chrysler nell’arco del prossimo anno. Il 2014 inizia dunque nel migliore dei modi per il leader del Lingotto, che ora ha le mani libere per portare avanti un ulteriore rafforzamento delle attività ingegneristiche e manifatturiere, con un occhio di riguardo alla strategia per aumentare le vendite in Europa, al momento non soddisfacenti. “La struttura unificata della proprietà ci consente ora di eseguire appieno il piano per creare una casa automobilistica globale”, ha detto Marchionne commentando l’accordo. L’amministratore delegato non ha mai fatto mistero del suo progetto di creare una società globale con vendite complessive per 6 milioni di vetture, che farebbero di Fiat-Chrysler la settima maggiore casa automobilistica mondiale (nel 2012 il fatturato complessivo delle due aziende è stato di 84 miliardi di euro). A questo punto la sfida è solo iniziata: bisognerà ora capire se la società sarà in grado di tenere testa ai giganti globali, come la tedesca Volkswagen, la giapponese Toyota Motors e le americane General Motors e Ford Motor.

Authored by: Sfefania Arcudi