Google arruola Fadell, il designer che piaceva a Steve Jobs

Google arruola Fadell, il designer che piaceva a Steve Jobs

Google ha rilevato Nest Labs, la società che produce tecnologie “intelligenti” per la casa, per 3,2 miliardi di dollari in contanti. Insieme alla società Google si accaparra anche le idee e il lavoro di Tony Fadell, fondatore di Nest Labs, ma soprattutto designer dell’iPod di Apple.

Per accaparrarsi una sola persona, – non una persona a caso certo, ma Tony Fadell, il designer dell’iPod per Apple, – Google ha comprato un’intera società. Il colosso di Internet si è accaparrata per 3,2 miliardi di dollari Nest Labs, la società che produce tecnologie (per esempio termostati e rilevatori di fumo) controllabili via Internet e fondata da Fadell quando ha lasciato la società di Cupertino. Fadell era stato fortemente voluto da Steve Jobs, leader di Apple, ma aveva poi lasciato la società quando è stato superato da Scott Forstall nella gara per curare il design dell’iPhone, in arrivo da lì a poco. Secondo indiscrezioni pesarono anche screzi con il guru del design di Apple, Jony Ive. Al di là delle vicende personali di Fadell, è chiara l’intenzione di Google, che avendo da tempo lasciato la sua posizione di web company pura per lanciarsi sul mercato dei prodotti elettronici, sta cercando la via per imporsi con maggiore decisione nel settore dei tablet, degli smartphone e dei computer, dominato da Apple e Samsung. Proprio per questo ha acquistato Motorola nel 2011 per 12,5 miliardi di dollari e nel 2013 ha lanciato il nuovo smartphone Moto X. A testimoniare la voglia di innovazione è anche il fatto che, l’anno scorso, Google ha ottenuto quasi duemila brevetti, 1.920 per la precisione, il doppio rispetto a tutti gli anni precedenti messi insieme ed è ora tra le prime dieci società tecnologiche per arsenale di proprietà intellettuale. Stando al gruppo specializzato IFI Claims Google era solo 21esima per numero di “patent” negli Stati Uniti nel 2012. Ibm e Samsung negli ultimi anni hanno dominato la classifica dei brevetti, con quasi 6.500 la prima e oltre 5.000 la seconda nel 2012. Una riscossa nei “patent” appare tuttavia essenziale per il posizionamento nella battaglia competitiva sulle tecnologie e sui mercati del futuro, quale quello dei gadget da indossare. Nel recente passato Google si è trovata spesso in svantaggio nella guerra dei brevetti per quella che gli analisti considerano una carenza di protezioni legali delle sue innovazioni.

Authored by: Sfefania Arcudi

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