Piccoli leader crescono: Antonio Scarnera, 16 anni, lancia una startup

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Antonio Scarnera ha 16 anni, ma è già un imprenditore del settore Information and Communication Technology. Ha lanciato una sua startup, il servizio Island of Host, che fornisce ai suoi clienti domini, server dedicati e altri servizi web.


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Antonio Scarnera ha 16 anni, ma è già un imprenditore del settore ICT (Information and Communication Technology – Tecnologie dell’informazione e della comunicazione). Ha lanciato una sua startup, il servizio Island of Host, con cui, grazie a una raffinata tecnica di parcellizzazione, fornisce ai suoi clienti domini, server dedicati e altri servizi web. Studente di informatica a Lecce, nella sua scuola, l’Istituto Galilei-Costa, ha trovato i piani formativi a lui più congeniali, ma anche quello che in gergo viene chiamato un incubatore o acceleratore di startup, ossia una struttura che incentiva la creazione di piccole nuove imprese e si adopera affinché possano realizzarsi al meglio e al più presto. L’istituto non è nuovo a iniziative di questo genere: l’anno scorso un altro studente, il diciottenne Vincenzo Rubano, non vedente, ha lanciato “Ti tengo d’occhio”, un servizio di controllo e denuncia di programmi e siti web poco o per nulla accessibili per le persone cieche e ipovedenti. Anche se Antonio Scarnera e la sua giovane impresa sono sul mercato da pochi mesi, il ragazzo salentino è stato notato da chi ha l’occhio lungo per le giovani promesse, come Alessandro Delli Noci, Salvatore Modeo e il giornalista Riccardo Luna. Quest’ultimo, ritenendo questo caso assolutamente emblematico, ha invitato Antonio lo scorso 8 maggio a salire sul prestigioso palco del “Next” di Lecce per raccontare al pubblico la storia di Island of Host, per stimolare altri giovani a seguire le sue orme. “Island of Host è un sito con cui offro servizi web a imprese e ad altri startupper a prezzi inferiori a quelli di mercato. È nato da un problema che ho avuto la scorsa estate quando cercavo degli spazi web e server dedicati per un mio progetto ma erano tutti prezzi proibitivi per me che ero un semplice studente delle superiori. Così mi è venuto in mente di creare un qualcosa che in realtà in Italia non c’era ancora”, racconta Scarnera. Il primo ostacolo è derivato dalla sua età: è ancora troppo giovane per avere un’azienda a suo nome, motivo per cui ha dovuto chiedere l’aiuto della scuola. “Oggi ho questa mia impresa e ogni mese faccio bilanci e previsioni e non nascondo che l’azienda è sempre in continua crescita. Fornisco assistenza continua a clienti molto più grandi di me e la gestisco direttamente io”, spiega il giovane imprenditore, che mantiene sempre un piccolo segreto. “Ai clienti non dico mai la mia età perché siamo in Italia e perderei di credibilità. Pensi che qualcuno voglia affidare i propri affari ad un sedicenne?”, ha detto.

Authored by: Sfefania Arcudi