Private equity, Italia e Spagna piacciono di nuovo

iStock_000000665762XSmall-300x235Le società di private equity e le società di investimento internazionali tornano a guardare con interesse a Italia e Spagna, snobbate durante la crisi finanziaria che ha messo in ginocchio il sistema finanziario globale e l’economia dei due Paesi europei. Secondo il data provider Preqin sono almeno quindici i fondi che stanno guardando a Italia e Spagna per raccogliere oltre 4 miliardi di euro per finanziare buyout, contro il miliardo raccolto dall’inizio del 2010, fatto che lascia supporre che un cambio di passo rispetto agli anni scorsi sia dietro l’angolo. I due Paesi avevano conosciuto un periodo d’oro tra il 2005 e il 2008, ma gli investimenti erano bruscamente calati durante la crisi: come riporta la società di ricerca Dealogic, da gennaio 2010 a oggi ci sono stati complessivamente 294 buyout per un valore totale di 34,9 miliardi di dollari in Italia e Spagna, ovvero il 45% in meno da un punto di vista numerico e il 46% in meno in termini di valore rispetto al periodo tra gennaio 2005 e dicembre 2008. Per esempio, Clessidra (maggiore società dell’Europa meridionale per fondi raccolti e specializzata in acquisizioni) prevede di tornare sul mercato l’anno prossimo e rastrellare fino a un miliardo di euro, mentre la spagnola N+1 Mercapital punta a raccogliere circa 500 milioni di euro l’anno prossimo. Anche le società americane sono a caccia di investimenti fuori dagli Stati Uniti: per fare degli esempi, lo scorso febbraio Blackstone Group ha incaricato Inaki Echave, ex partner di Magnum Capital, di trovare affari in Spagna e Portogallo, mentre Bain Capital a ottobre 2012 ha siglato il primo accordo in Spagna, comprando Atento, la divisione call center di Telefonica, per 1,05 miliardi di euro.

Authored by: Sfefania Arcudi