Società Usa, record di buyback e dividendi

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Nonostante i problemi nell’aumentare il numero di clienti, le grandi aziende americane premono sull’acceleratore con operazioni sempre più massicce di buyback e aumento dei dividendi. Complessivamente nel terzo trimestre per riacquisto di titoli e dividendi sono stati pagati 128,2 miliardi di dollari, il massimo dal quarto trimestre 2007, come mostrano i dati di S&P Dow Jones Indices.

Per gli investitori americani il 2013 sarà un anno molto positivo. In un momento in cui l’incertezza economica non è del tutto dissipata, le società negli Stati Uniti preferiscono premiare gli azionisti piuttosto investire in altre attività. Proprio per questo i buyback e il pagamento di dividendi stanno raggiungendo livelli che non si vedevano da prima della crisi finanziaria. Secondo i calcoli di S&P Dow Jones Indices, le società dello S&P 500, il listino di riferimento della Borsa americana, hanno riacquistato titoli propri per 128,2 miliardi di dollari nel periodo luglio-settembre, il massimo dal quarto trimestre 2007. Includendo anche il pagamento di dividendi, si arriva a 207 miliardi, la cifra più alta in quasi sei anni. In un momento in cui altri asset come i bond offrono ritorni deboli o addirittura negativi, l’azionario appare un investimento interessante. Tra le operazioni più consistenti si contano i buyback di Apple, Pfizer ed Exxon Mobil, che hanno solo nel terzo trimestre hanno riacquistato titoli per oltre 3 miliardi di dollari, con Cupertino in cima alla lista con 4,9 miliardi di dollari. Anche Boeing ha alzato del 50% i dividendi, da 48,5 a 73 centesimi per azione, e ha dato il via libera a un riacquisto di titoli propri da 10 miliardi di dollari nell’arco di due o tre anni, pari al 10% circa del totale in circolazione. Gli acquisti partiranno nel 2014. Il buyback si va ad aggiungere a quello che resta (circa 800 milioni di dollari) di un programma approvato in precedenza. Boeing, che prevede di consegnare quest’anno il numero record di 635-645 aerei, approfitta dunque di un aumento del fatturato e della liquidità disponibile, elementi che compensano il calo delle spese per la Difesa negli Stati Uniti. L’aumento dei dividendi e il riacquisto di titoli “riflette una sostenuta e solida performance operativa delle nostre attività, un aumento del flusso di cassa e una maggiore fiducia nel futuro”, ha detto in una nota l’amministratore delegato Jim McNerney.

Authored by: Sfefania Arcudi